GEAPRESS – Al racconto dell’autista bulgaro fermato domenica pomeriggio nel porto di Ancona i funzionari dell’Agenzia delle Dogane non hanno dato molto credito. Tra la merce dichiarata come “masserizie ed effetti personali” era ben occultata una scatola contenente ben sei pezzi di corallo, appartenenti a tre diverse specie (Heliopora coerulea, Pocillopora verrucosa, Acropora sp.).

Vi erano, inoltre, una decina di acquari imballati ed una ventina di pesci d’acquario forse non appartenenti, come appurato dal Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato, a specie protette.

Il trentasettenne bulgaro avrebbe dichiarato che stava dirigendosi da un suo amico a Madrid e che non sapeva della particolarità del carico. Gli inquirenti, invece, sono convinti che la merce era destinata ad un acquirente italiano.

Il camion, con targa bulgara, si era imbarcato a Patrasso e proveniva a sua volta proprio dalla Bulgaria. Per l’autista ora una sanzione compresa tra mille e seimila euro.

Secondo il dott. Umberto Testini, Direttore dell’Ufficio delle Dogane di Ancona, è probabile che questi traffici siano intensificati nei week end, secondo una convinzione, sbagliata, che i controlli siano meno frequenti.

Nelle prossime settimane i controlli saranno ulteriormente intensificati specie nelle navi provenienti dalla Grecia e dalla Bulgaria dove è in atto una buona collaborazione con le autorità di questo paese. Su quest’ultimo traffico, poi, la Dogana di Ancona farà ulteriori accertamenti per approfondire la dinamica, il percorso e sopratutto se sia stato occasionale o legato ad un commercio illegale più vasto.

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