GEAPRESS – Aveva pure gli occhi gialli, racconta proprio in questi minuti una signora di via Bronte, periferia occidentale di Palermo, sotto Monte Cuccio. E così pattuglie della Forestale e finanche un elicottero in volo per tentare di svelare il mistero dell’ennesimo avvistamento di pantere nere italiane.

L’animale si aggirerebbe nei rimboschimenti alle falde di Monte Cuccio, grande area naturale che anticipa la discarica di Bellolampo, sicuramente problema più grave per l’intera città di Palermo.

In molti nutrono qualche dubbio sulla veridicità di queste osservazioni, fermo restando che è giusto controllare per accertarsi della presenza o meno dell’animale. “A volte le persone possono sbagliare senza per questo volere creare un finto allarme” ha dichiarato a GeaPress Rudi Berti direttore del Centro di Recupero di Monte Adone, vicino Sasso Marconi (BO). Il centro di Monte Adone ospita anche grandi felini sequestrati dallo Stato a trafficanti o scappati dalla detenzione di privati possessori.

A fronte di decine di segnalazioni pervenute negli ultimi anni – ha aggiunto Rudi Berti – sono solo due i grandi felini effettivamente recuperati. Una pantera nera ed una lince, entrambi in provincia di Bologna. Una volta venni chiamato dal Ministero dell’Ambiente per un leone scappato proprio nelle vicinanze di Palermo, ma non era vero niente”. Speriamo che anche questa volta così sia.

La legge italiana vieta ai privati la detenzione si specie animali pericolose per la salute e l’incolumità del pubblico. Purtroppo circhi e giardini zoologici sono autorizzati alla detenzione e tale previsione, peraltro molto poco rigorosa, consente di fatto di continuare a scambiare felini ed altre specie potenzialmente molto pericolose per l’incolumità del pubblico.

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