GEAPRESS – Ammonterebbe ad oltre un milione di dollari il valore delle 117 zanne di elefante sequestrate al Suvarnabhumi Airport di Bangkok. Il sequestro è avvenuto ieri sembra a seguito di una soffiata pervenuta alla polizia doganale tailandese.

Il peso delle zanne (oltre 700 kg) si somma così alle altre quattro tonnellate di avorio sequestrate quest’anno all’aeroporto di Bangkok. Il più probabile mercato di destinazione potrebbe essere quello cinese, lo stesso al quale potevano essere dirette le altre quattro tonnellate di avorio sequestrate, sempre nel solo 2010, nel vicino Vietnam. Significativo il paese africano da dove sono partite, martedì scorso, le zanne degli elefanti sparati in chissà quale angolo d’africa. Si tratta del Kenya, il quale, secondo GeaPress, si è attivamente impegnato nel corso dei meeting della Convenzione di Washington sul commercio mondiale di flora e fauna minacciata di estinzione (Cites), per il bando totale di ogni forma di caccia dell’elefante africano.

Purtroppo il Kenya continua ancora ad essere meta di contrabbandieri internazionali che utilizzano, come facile copertura, l’insensato permesso concesso ad altri paesi africani, di continuare a sparare agli elefanti perchè in soprannumero. In venti anni, però, le popolazioni di elefante africano sono crollate da due milioni di individui a circa cinquecentomila.

Tra i paesi cacciatori vi è ad esempio lo Zimbabwe (vedi articolo GeaPress), ma anche il Sudafrica. Questi paesi, inoltre, hanno avuto concesso il permesso di commerciare partite di avorio sequestrate, mentre, secondo i protezionisti, andrebbe tutto distrutto. L’immissione di avorio legale, infatti, apre facili canali di commercio i quali con semplici falsificazioni della documentazione di viaggio, si prestano di fatto a fornire la copertura al contrabbando di avorio illegale, come quello partito dal Kenya, forse solo transitante dalla Thailandia e diretto probabilmente in Cina, incredibilmente autorizzata dalla Convenzione di Washington ad importare l’avorio legale.

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