GEAPRESS – Così come successo nello scorso luglio in Kenya, quando cinque tonnellate di avorio furono date alle fiamme. Erano state sequestrate a Singapore, dove in queste ore sono state invece bruciate 470 pelli di Pitone reticolato e 363 di Varano. I resti, destinati all’industria della pelletteria cinese, francese, svizzera e statunitense, erano stati sequestrati nel novembre 2010 e provenivano da una spedizione partita da Jakarta, in Indonesia. Il luogo dove erano stati catturati ed uccisi, era invece l’isola di Sumatra. Tutti imballati e certificati come “pelli sintetiche”.

L’intervento delle autorità di Singapore, così come quelle kenyote a proposito delle zanne di elefante, è oltremodo opportuno. L’unica maniera per disincentivare il commercio illegale, è la distruzione delle partite confiscate. Alcuni Stati africani, invece, ottengono ogni anno il permesso di potere vendere l’avorio confiscato. In tal maniera, grazie alla compiacenza di personale corrotto e alla falsificazione della documentazione, si costituisce di fatto un canale ottimale per potere confondere e smerciare anche avorio di provenienza illecita. Un circolo vizioso che potrebbe essere interrotto con la distruzione delle parti degli animali, una volta giunti a confisca definitiva. 

L’Indonesia è autorizzata a commerciare per il solo 2011, ben 157.500 pelli e prodotti di pelle di Pitone reticolato, più 4.500 vivi per il mercato della terraristica e dell’alimentazione. Per la specie di Varano sequestrata nel 2010 (Varanus salvator) si tratta invece di 426.600 pelli o prodotti di pelle annualmente autorizzati, mentre gli animali vivi sono 5400.

Il 98,9% del totale dei rettili commerciati dall’Indonesia per l’industria della pelletteria, sono di provenienza selvatica. Quelli utilizzati nell’alimentazione e nella terraristica, provengono invece per circa la metà dalla natura. La restante parte è suddivisa in strutture che prelevano le femmine dalla natura per farle partorire o deporre in cattività, oppure da allevamenti di animali già in cattività. Purtroppo molti di questi, cosi come denunciato dagli Uffici della Convenzione di Washington, servono da copertura per traffici illegali di fauna selvatica. Il commercio in nero, infatti, è decisamente conveniente rispetto a quello in cattività.

In totale, l’Indonesia può esportare ben 33 specie di rettili, per un numero annuale superiore ad un milione di individui (vivi o a pezzi) utilizzati per la pelle, l’alimentazione e come pets.

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