bushmeat
GEAPRESS – Nonostante l’epidemia di Ebola che ha già causato 800 vittime in Guinea e il divieto del Governo di cacciare ogni tipo di animale selvatico, l’attività dei bracconieri sembra non conoscere sosta.

L’ultimo intervento di polizia è avvenuto poche ore addietro ed ha portato all’arresto di un commerciante trovato in possesso di una grande scimmia affumicata. A darne notizia è l’ONG WARA, facente parte di un network di associazioni molto attive nei paesi del Golfo di Giunea, specializzate nella repressione dei traffici illeciti di fauna selvatica.

Non è ancora stata diffusa la specie alla quale apparteneva il povero animale, ma il sequestro, salutato con soddisfazione dagli ambientalisti, ripropone ancora una volta la pericolosità di tali traffici che alimentano un fiorente mercato di carne illegale.

Come è noto, si  sospetta che proprio le scimmie (ma anche pipistrelli ed alcune antilopi) possano avere rappresentato la principale via di contaggio del virus Ebola. Ad essere imputata è l’alimentazione di carne contaminata. In altri termini si tratta di selvaggina, spesso appartenente a specie protette ed a rischio di estinzione, come la grandi scimmie.

Nei paesi del Golfo di Guinea, in più occasioni, sono stati segnalati sequestri di parti di scimpanzè e gorilla. Di questi animali, oltre alla carne, si utilizzano le ossa (crani in special modo)  e parti anatomiche come piedi e mani. Il mercato dei pezzi anatomici è alimentato da collezionisti di tutto il mondo che alimentano in tal maniera un fiorente commercio diffuso anche in Gabon , Guinea, Senegal ed altri paesi della regione. Fenomeni di caccia illegale che coinvolgono anche gli elefanti, ivi compreso il più piccolo elefante della foresta generic cialis online best price. Per alcuni autori si tratterebe di una specie a parte.

Per il trafficante ora arrestato, già mercoledì dovrebbe iniziare il processo. L’intervento del Governo che di fatto ha imposto una sorta di divieto di caccia, è stato diffuso anche tramite spot televisivi. Il bracconaggio, però, è talmente diffuso che si stenta ad intervenire in maniera efficace. I cacciatori di frodo, infatti, tendono a nascondere il frutto delle loro uccisioni, criptando ancora di più di traffico illegale.

Secondo quanto diffuso dall’ONG Wara, il bracconiere ora arrestato, avrebbe tentato di corrempere gli ufficiali intervenuti. per lui, però, si è aperta la porta della prigione.

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