vivisezione
GEAPRESS – Green Hill è chiuso per sempre, oppure no? A sentire taluni comunicati che hanno già festeggiato la sua chiusura per legge, sembrerebbe proprio di si. La situazione, però, è diversa e come al solito un po’ complicata. Anzi, molto complicata a giudicare dalle fibrillazioni dell’attuale Governo con ipotesi di decadenze, dimissioni di Ministri ed addirittura di elezioni  a novembre. E’ già successo sul finire della legislatura Monti quando l’improvvisa fuoriuscita della compagine PdL e la conseguente caduta del Governo, mandò in fumo la vecchia legge comunitaria con il famoso articolo 14, ovvero il cosiddetto “emendamento Brambilla”.

Allora non vi era, ovviamente, nulla da festeggiare ma la cosa grave è che quasi nessuno fece notare il lieve, per modo di dire, problema. Di certo, alla luce delle attuali fibrillazioni, parte di quel problema è tutt’ora irrisolto.

Diciamo solo che Green Hill dovrebbe essere ancora in possesso delle autorizzazioni comunali e, soprattutto, non c’è tutt’ora in Italia alcun divieto di legge che possa impedire una sua ipotetica riapertura. Sua come di qualsiasi altro allevamento di cani, gatti  e primati da destinare alla sperimentazione animale. Stesso discorso per le troppo blande indicazioni fornite su taluni argomenti, come trapianti, analgesia e anestesia.

Il motivo è semplice: la legge Delega approvata dal Parlamento sull’orlo delle ferie estive che contiene l’articolo “anti Green Hill”, da sola non serve a niente. Occorre un provvedimento governativo come del resto fa intuire la stessa titolazione di legge “Delega al Governo”.

Se il Governo decade si ferma tutto. Questo nell’ipotesi peggiore dal momento in cui la legge Delega approvata, fornisce solo delle indicazioni. Certo importanti, quali quelle del Parlamento, ma la recente dichiarazione del Ministro Lorenzin rilasciata nel corso di una sua visita a Genova, non fa presagire niente di buono. La colpa, però, non è del Ministro la quale si è limitata ad assicurare i ricercatori  che il Governo seguirà scrupolosamente i dettami della Direttiva Europea ovvero la cosiddetta “Direttiva Vivisezione”, quella cioè approvata l’otto settembre 2010. Una data, quella dell’otto settembre che, per i noti ricordi di ben altro passato,  raffigura ben oltre un armistizio concordato innanzi alle vittoriose truppe della vivisezione europea. Più una Caporetto, ma mai combattuta. In realtà venduta alla forza dello straniero oltre gli stessi confini dell’ultima battaglia alla quale, però, nessuno ha partecipato. Si trattava delle misure più restrittive alla Direttiva ancora presentabili. La scadenza, però, era quella del nove novembre del 2010. Anche questa possibilità è stata del tutto ignorata. In altri termini, si rischia ora l’infrazione e questo spiega la posizione della Lorenzin. Per la cronaca, il Governo allora in carica era quello Berlusconi.

Cosa potrebbe succedere ora? Né più né meno quello che prevede l’iter. L’attuale Governo, salvo dimissioni, dovrà elaborare una sua proposta che però, considerate le maglie larghe fornite dalla legge Delega, e con buona pace delle “vittorie” animaliste sbandierate, realizzerà  quanto preannunciato dal Ministro Lorenzin. In sintesi: ricercatori non vi preoccupate, si farà quanto deciso in sede europea. Lo aveva detto in Senato lo stesso Senatore Giovanardi con applauso finale dell’attuale Sindaco di Roma. Il Senatore Giovanardi aveva votato la stessa Legge Delega cantata (ovviamente da altri) come vittoria animalista.

Anticipare ora un pronostico è quantomeno azzardato, ma è probabile che la norma anti Green Hill verrà infine varata. Lo hanno fatto capire già in sede di Commissione. Il più esplicito fu il Presidente della Commissione Sanità del Senato: tanto gli animali arriveranno dall’estero.

Detto ciò il passo (quando arriverà) sarà senz’altro storico e potrà costituire un valido riferimento anche per altri paesi. Forse un buon argomento per una prossima compagna elettorale, ad esempio. Comunque vada, tanto per non perdere la bussola, giova appena ricordare che la nefasta Direttiva dell’otto settembre 2010 ce la terreno per altri venti anni, tranne che, con la campagna “Stop Vivisection”, non si convinca il Parlamento Europeo a legiferare di nuovo.

La Redazione di GeaPress

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