lupo

GEAPRESS – La vicenda è nota, anzi notissima, visto che l’Ordinanza del Sindaco Tosi che consente di sparare contro i lupi nel caso di danno grave, è finita su tutti i giornali.

Diffide, denunce, petizioni, finanche rischieste di dimissioni. Eppure nella vicenda c’è qualcosa che non quadra, oltre all’ovvia riprovazione per un provvedimento di tal genere.

L’Ordinanza di Tosi, probabilmente, durerà poco. I vizi di legittimità finora solo paventati, saranno valutati dagli organi competenti, anche se le criticità  di carattere non solo formale, sembrano apparire in maniera evidente.

Un provvedimento amministrativo, può infatti avere una funzione preventiva, ma le motivazioni devono essere ben documentate. Quanti sono, ad esempio, gli attacchi da parte dei lupi nei confronti delle persone (a Verona, come in altre parti d’Italia e d’Europa?). In mancanza di tali riscontri, si deve rimanere solo sul piano delle ipotesi o, secondo alcuni recenti comunicati, su un livello quasi favolistico. Premesso ciò, viene poi da chiedersi cosa succede (Ordinanza a parte) nel caso di persona armata che si accorge di un lupo in atto di aggredire un bambino.

Purtroppo l’Italia, senza tirare in ballo bimbi, è già piena di lupi uccisi, squarciati e decapitati, esposti in pubblica piazza.

A dire il vero l’Ordinanza di Tosi cita anche i danni contro cose altrui. Il riferimento è al bestiame, ma, ripetiamo, non è poi un provvedimento sul quale soffermarsi.

Quello che a nostro avviso stona in questa Ordinanza è il verso opposto rispetto ad altre dichiarazioni che sembravano provenire dalla stessa “casa” di Tosi.

Recentemente, infatti, il Governo regionale Veneto, era sembrato dare segnali di tutt’altro genere. Il Governatore Zaia, di certo non molto amato dagli animalisti, e l’Assessore Stival (impossibile sintetizzare in due parole le critiche piovute in tema di caccia e presunti favoritismi al mondo venatorio) avevano rilasciato dichiarazioni di tutt’altro genere. Dichiarazioni che erano apparse ragionevoli fin da quando Zaia si dichiarò contro l’apertura della caccia ai cervi del Cansiglio. Lo stesso Governatore, in piena polemica dell’orsa Daniza del vicino Trentino, si era espresso in maniera conciliante sulla permanenza degli orsi in Veneto. Quasi un patrimonio da proteggere. L’Assessore Stival, era  intervenuto proprio sui lupi della Lessinia (ovvero su Verona) dichiarandosi non solo favorevole alla loro permanenza ma, pur con i dovuti interventi a tutela degli allevatori, aveva mostrato quasi il piacere di rivedere quei luoghi ripopolati.

Poi arriva Tosi e rompe l’idillio.

Il suo intervento sembra richiamare una realtà (quale è quella di una parte delle popolazioni locali) avversa ai lupi, ma che non può altresì sfuggire dalle fatiche che un politico deve affrontare. Zaia e Stival erano sembrati, anche in questo caso, andare nella direzione giusta.

Si vedrà come andrà a finire, ma un dubbio però rimane: contro chi è diretta l’Ordinanza anti lupi?

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