Requiem per il “tuo” pasto pasquale
Non abbiamo bisogno degli ingordi!
Perché gli “ingordi”(*) possano capire (ma vogliono farlo?). Noi che non siamo ingordi capiamo, non c’è bisogno di essere vegan per capire che il tuo pasto servito su un piatto da portata o insaccato in un budello, ripassato in intingolo o semplicemente arrostito era qualcuno che viveva, soffriva, gioiva (anche se negli allevamenti c’è proprio poco da gioire), era legato da affetti, forse soffriva le prime pene d’amore, aveva voglia di correre e giocare, di annusare i nuovi odori primaverili. L’ingordo(*) per placare la sua ingordigia(**) è disposto a negare, è disposto a nascondere, è disposto a filosofeggiare, mangiare carne diventa naturale, dono divino, diritto precostituito. Anche lo “jus primae noctis”, la schiavitù nelle piantagioni erano diritti inalienabili dei signori e signorotti padroni. Ingordi come signori e signorotti, padroni della vita e della morte altrui: alla faccia del dono divino!
Requiem per il “tuo” pasto pasquale
Ciao sono un pulcino, i miei fratelli, le mie sorelle sono in parte finiti, già prima di nascere, nello zabaione e nella briosce, non so se sarò condannato alla gabbia a vita, al capannone e alle “spinacelle” surgelate; dopo una vita breve o brevissima, sempre da prigioniero, mi hai già condannato a morte, prima che nascessi. Eppure la mia vita è unica ed irripetibile come la tua.
Ciao sono un agnello, sarebbe bellissimo saltare e correre nei campi che cominciano a fiorire, sono stato svezzato da poco ed avrei davanti a me una vita da vivere, nella comunità della mia gente, che tu chiami gregge. Invece mi hai condannato alla separazione precoce da mia madre, a viaggi lunghissimi in camion puzzolenti, allo sgozzamento in un macello lontano (o vicino, non cambia) o nella vasca da bagno di chi mi ha comprato. Mi hai condannato a morte sicura, sarò ammazzato “bambino”. Eppure la mia vita è unica ed irripetibile come la tua.
Ciao stai bevendo il latte destinato a me, sono un vitello privato di madre e cibo naturale, privato di cure parentali dovute per età e di coccole dovute per amore. Mi mangerai sotto forma di fettina o di polpettine nel tuo pasto pasquale: il pasto dell’amore e della fratellanza! Sic! Assieme ai brandelli del mio corpo mangerai la mia angoscia e la mia agonia. Mi hai condannato a morte per rubarmi il latte e la vita. Eppure la mia vita è unica ed irripetibile come la tua.
Ciao sono un’ape, lavoro tutta l’estate per avere una dispensa ben fornita durante l’inverno eppure tu, con naturalezza, mi rubi tutto… concedendomi, se allevata, un po’ di zucchero chimico che dovrò comunque lavorare per avere delle provviste disgustose; mi distruggi assieme al mio alveare, se selvatica, per impadronirti delle mie scorte…almeno l’orso rischia le mie punture quando prova a derubarmi! Mi condanni alla fame o alla morte. Eppure la mia vita è unica ed irripetibile come la tua.
Ciao sono un cane, come un agnello o un vitello o un coniglio o un maialino sono mangiato, assieme alla scimmia, a latitudini diverse da quella occidentale…chi mi mangia è guardato con orrore in occidente. In oriente è impensabile e schifoso mangiare il latte di una specie diversa dalla propria…tu le mangeresti delle mozzarelle fatte con il latte di donna? Qui sono condannato a morte, la stessa a cui condanni tu i cuccioli di altre genti, di altre specie. Eppure la mia vita è unica ed irripetibile come la tua.
Ciao sono un abitante delle acque, dolci o salate, non ho voce per urlare e soffoco se portato all’aria. In passato la mia si chiamava carne di pesce, ora non si usa più, sono “alimento” bianco consigliato per le diete e raccomandato ai sofferenti. Un macabro connubio, non c’è che dire! Mi fai morire con ami conficcati in gola, pescato in mare con reti consentite o vietate, per me non cambia, pescato nelle vasche a cui mi hai condannato decidendo di mangiarmi. Eppure la mia vita è unica ed irripetibile come la tua.
Non ti mangio perché vivi
Potrai essere amico o non amico, simpatico od antipatico, bello o brutto (secondo i miei canoni di bellezza), ma solo perché vivi, come vivo io, non ho nessun diritto di mangiarti, di privarti del tuo latte o delle tue scorte alimentari. La tua vita, come la mia, è unica ed irripetibile!
Buona Pasqua
Pasqua, Rinascita, Resurrezione, festa della Vita. Buona Pasqua a chi rispetta la Vita in ogni sua forma, lombrico od homo, a chi non “ruba” risorse o riserve alimentari, a chi non mangia la vita, a chi non imprigiona per mangiare, a chi non delega l’ammazzatina quotidiana per l’ingordigia!
Elisa D’Alessio
Presidente associazione GeaPress
NOTE:
(*) – Ingordo: vorace, ghiotto; avido, bramoso (secondo il vocabolario della lingua italiana); Avido in estremo grado di qualunque cosa si appetisca (secondo il vocabolario dell’Accademia della Crusca) -
(**) – Ingordigia: Estrema avidità, e brama sì di cibo, come di qualunque altra cosa, che avidamente s’appetisca (secondo il vocabolario dell’Accademia della Crusca) -
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati








Riccardo, sei molto furbo a far sparire i miei commenti. Quello che ti rispondo per le rime e quello che spiego che è una bufala il video sulla grossa trappola……
Solo cosi potete portare avanti le vostre menzogne
Riccardo, se sei tu il moderatore, facci un piacere: censura i vari Stefano che inquinano questi siti.
E’ arrivato qui attribuendo(ci) “ipocrisia e falsità” (post del 10 aprile 2012 alle 10:56) e urlando(ci) “NON siete fonte di verità assoluta, ricordatevelo!!!!” (post del 12 aprile 2012 alle 12:45).
Adesso però crede di essere lui quello che ha verità assolute da elargire a noi -poveri ignoranti e menzogneri- ed è persino convinto che Riccardo faccia sparire i suoi illuminati commenti-verità!
Il solito atteggiamento: appena gli segano qualche commento (perchè evidentemente hanno usato toni o argomenti non consoni alla discussione) si convincono che sia perchè qualcuno vuol mettere a tacere le loro “verità”. Il tipico e consueto atteggiamento immaturo/arrogante che spesso manifestano i cacciatori sui forum che si occupano di temi inerenti la tutela (quella vera!) degli animali… come Geapress.
Gente così poi ci viene a dire “fidatevi di me!”: si potrebbe quasi sorridere, se non che c’è l’assoluta certezza che queste persone nel dire quel che dicono sono assolutamente e preoccupantemente serie!
@ stefano,ma credi veramente che il riccardo censuri i tuoi commenti? la redazione di geapress non e’ composta “da politici” che fanno e disfano come pare a loro!!!! ti va se ti do un aiutino? ho “buona memoria” e ci stanno commenti, che anche dopo parecchi mesi ricordo molto bene perche’ mi possono aver colpito…ecco se porti pazienza e vai su quelli dedicati a green hill,ci troverai il riccardo!!! cosi’ stasera puoi fare SONNI TRANQUILLI!!!!
Elena ne sono convinto!!!!
ho risposto sia a riccardo che a Gipo, in toni pacati, dimostrando che concordo con voi ma che non si dicono le cose come stanno e suggerendo come risolvere i problemi. Questo mi è stato censurato……
Mentre dove ho detto delle parolacce e sono andato contro il pensiero altrui (come la povera Anna Margherita), me l’hanno lasciato passare per farmi passare da cattivo di turno…..
per non parlare di qualche mese fa che ho toccato il WWF, riportando una notizia su ciò che stà combinando a proposito di parchi…..
me l’hanno subito fatta sparire!!!!!!
@ stefano,credimi succede pure a me,che non vengono pubblicati..ho sempre scritto che sono “allergica” ai cacciatori,le loro azioni le posso contrastare e se riesco “disturbare”mentre se volete impostare dei mess.non sono contraria…liberta’ di parola e pensiero a tutti!!!! io non potro mai essere amica di un cacciatore, ma il dialogo ci puo’ anche stare!!!!
No Stefano, stai pur certo che io e te non concordiamo affatto (praticamente su niente di quel che hai scritto finora)! Nemmeno lontamente!
Resta pure con le tue convinzioni su riccardo che ti censura i commenti (per non farti dire “la verità” e farti passare da “cattivo di turno”)… sono tutti elementi che servono a far capire quanto siano attendibili e sensate le tue affermazioni.
E per giunta continui a postare, guarda caso, le consuete argomentazioni da tipico cacciatore: infatti a quelle che ho citato prima, ora aggiungi anche quella dei “parchi” (che essendo interdetti alla caccia ordinaria, sono chiaramente odiati dai cacciatori i quali per la maggior parte vorrebbero chiuderli o potervi andare a caccia).