La Regola Quaresimale Stretta, di fatto una alimentazione vegan, San Francesco da Paola l’aveva adottata come Regola “permanente” per il suo ordine religioso, l’Ordine dei Minimi. 

I cattolici praticanti dovrebbero osservarla almeno un giorno alla settimana, il venerdì, nei quaranta giorni quaresimali ed alle vigilie delle ricorrenze importanti;  mentre per i cristiani ortodossi i giorni settimanali salgono a due, il mercoledì ed il venerdì. 

Le regole relative all’alimentazione delle religioni cristiane  sono dette, in genere, “Digiuno”.  Di fatto sono regole, precetti scritti per non essere rispettati, almeno ai giorni nostri.

Sul divieto di mangiar carne (anche quella dei pesci è carne!) possiamo tranquillamente dire che è una regola scritta per non essere applicata, come tutte quelle che riguardano gli altri viventi, animali non umani, ma anche animali umani del sud del mondo. Una sofferenza “dovuta”, non si sa per quale diritto acquisito, al bianco ingordo del nord del mondo! Una morte inflitta con noncuranza.

La Chiesa Cristiana Ortodossa è molto precisa nelle indicazioni sul consumo della carne date ai fedeli. Tali indicazioni riguardano solo i fedeli e non i monaci,  perché i monaci “semplicemente” non mangiano carne, mai; quindi tutte le regole sul consumo carneo non sono state scritte per loro.

Il mercoledì ed il venerdì, durante la Grande Quaresima, all’Annunciazione, alla Dormizione, alla Natività, alla vigilia della Teofania, alla Decapitazione di San Giovanni, insomma per ogni ricorrenza importante  è prescritta l’astinenza da alcuni cibi; carne,  pesce e derivati, latte e latticini, uova sono assolutamente vietati, dovrà pur significare qualcosa!

San Serafino di Sarov sosteneva che chi non è capace di digiunare (nel senso di astenersi dal mangiar carne) non è un bravo cristiano.

In fondo in fondo lo sappiamo tutti che non si devono mangiare altri viventi, ma  tanti (troppi) hanno scelto di anestetizzare le coscienze, di sopprimere la pietas, di abolire la com-passione.

Per concludere “col botto” la strage quotidiana di altri viventi immolati sulle tavole degli ingordi (con e senza religione),  ogni tanto si organizzano veri e proprii sterminii, come quello in arrivo per la Pasqua.

Nascite in lager, separazioni precocissime  dalle madri, paura ed angoscia,  lunghi trasporti che solo la mente umana può concepire, attese  in ammazzatoi grondanti di sangue e di dolore, morti dolorose con scuoiamento ed eviscerazione, spesso, ancora da vivi … condiranno anche quest’anno il pranzo della festa di milioni di credenti, che dovrebbero festeggiare la vita, la rinascita ed invece la ammazzano assieme agli agnelli.

Elisa D’Alessio
Presidente associazione GeaPress

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