Mentre la  Regione Puglia, riunita in seduta straordinaria  “manco ci fosse lo sbarco di truppe lungo le coste” ha già modificato il calendario venatorio, in  Basilicata si affilano le armi.
In Puglia l’assessore Stefano ha proposto, ed ha visto accolto, l’allungamento della mattanza di beccacce e turdidi, loro la chiamano stagione venatoria.
La legge di riferimento? Non conta! Come non conta il parere dell’autorità scientifica nazionale.
La Federcaccia pugliese  ha già ringraziato l’assessore con un comunicato stampa.
Certo la proroga in extremis deve essere stata ben concordata, per vanificare qualsiasi ricorso alla giustizia amministrativa.
VEGOGNA!
Vergogna soprattutto perché la Regione Puglia si vanta della sua politica di accoglienza, di condivisione, di tolleranza, di diritto alla vita; ma la lobby dei cacciatori pare prevalga sempre su tutto.
La logica delle armi e degli armieri è  la logica di quelli che sparano su tutto ciò che si muove, che vive.
Eppure in Puglia cittadini sensibili, stanchi della caccia e dei cacciatori, ce ne sono a migliaia,  e non stiamo parlando degli animalisti, ma dei semplici cittadini.
Cittadini stanchi delle arroganze del potere e dei balletti dei potenti, capaci per ben due volte, contro le destre e le sinistre, di mandare al governo un diverso.
Appunto un diverso, che oggi deve pronunciarsi ristabilendo la legalità, la solidarietà  e la fratellanza, tra umani e tra umani e non -umani nella Regione.
Legalità, solidarietà  fratellanza … parole in disuso a cui dobbiamo ridare il giusto significato ed il giusto contenuto, iniziando oggi. Dalla caccia. Vietandola.
Libertè, Egalitè; Fraternitè: vogliamo la testa dell’assessore nel senso ovviamente che Stefano deve dimettersi.
Siamo noi cittadini a dare la delega a governarci, siamo noi che possiamo ritirarla. O siamo sudditi?
In Basilicata la Federcaccia ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato contro la perimetrazione dei Parchi.
Per il massacro della  Val d’Agri non bastano i pozzi di petrolio, secondo i cacciatori il perimetro del Parco è troppo ampio, la natura sarebbe “mummificata”, loro vorrebbero viverla in un “abbraccio ancestrale”. Di morte.

Elisa D’Alessio
Presidente associazione GeaPress