farfalla
GEAPRESS – Chi poteva immaginare che  Andrea Cisternino, il nostro connazionale che da Kiev  è impegnato per la salvezza dei randagi di strada, è uno che arde ed a cui piacciono le farfalle? La ricostruzione, seppur fatta senza mai nominare Cisternino, è di un psicologo sociale ucraino. Animalisti e dog hunters, poi, vogliono in fin dei conti la stessa cosa.

L’ultimo esempio di un lungo elenco fatto di solidarietà (anche di facciata) di amarezze ed anche apparenti stramberie. Tra queste anche fantasiose interpretazioni di individui e società che sfarfallano dalla realtà virtuale di chi poco o nulla vive un problema.  Ne è convinto lo stesso Cisternino che vede in tali interpretazioni un segnale di come, al di là della specifica persona, viene avvertito il problema “randagi”.

Passato il dramma di Euro 2012, quando venne annunciata (e compiuta) la strage dei randagi di strada, la visibilità sul problema è venuta sempre meno fino ad arrivare ai casi che rasentano il cinismo. Ci mancava solo l’esame di un psicologo sociale, ovvero colui che studia le interazioni tra individuo e gruppi. Evidentemente è stato un grave errore non averci pensato. Come interagisce con il gruppo Andrea Cisternino? Attenti a non sottovalutare il quesito, dal momento in cui l’analisi  imposta al nostro connazionale potrebbe essere quella  della psiche di un volontario che si occupa di animali, in ogni parte del mondo.

La curiosa disamina della psiche animalista, si baserebbe sul fatto che il cane è solo un pretesto che nasconde una spinta interiore. Un fatto, a dire il vero, già noto e non solo per il cane. Poi, però, arriva il risultato: animalista e dog hunter, in fin dei conti equivalgono. Solo le apparenze sarebbero diverse. Quelli che i cani li vorrebbero tutti stecchiti,  cercherebbero solo una giustificazione razionale per uno sfogo di aggressività. Gli animalisti, invece, vicariano una motivazione umanitaria. Tutti e due, però, avrebbero un unico comune denominatore: aumento di autostima e desiderio di competere tra loro.

Nel caso venisse risolto il problema dei randagi, sia gli uni che gli altri, rivolgerebbero le attenzioni su gatti o farfalle, ad esempio! Da un lato un butterfly hunters e dall’altro sempre un animalista.

Non è dato sapere quale contributo sarà destinato a fornire tale interpretazione. Sull’argomento, peraltro, si sono già spesi insigni luminari. Il fatto che lascia un po’ perplessi è come tale analisi possa essere stata così asetticamente spiegata in un contesto, quale quello del dramma dei randagi ucraini. Il tutto, poi, divulgato a complemento di un articolo di stampa centrato sulla figura di uno dei più noti dog hunter. Un signore che nel frattempo ha pure trovato spazio per esternare i suoi paralleli tra soldi spesi per i cani ed il problema delle basse pensioni (su questo, però, non si sono eseguiti approfondimenti psico sociologici …).

Per Andrea Cisternino, invece, proprio quel tipo di interpretazione rappresenta una dimostrazione di quanto snobbato sia il problema “randagi” in Ucraina. Un giudizio, cioè, dato da una persona che non conosce la realtà di strada.

Sono ormai tre anni che mi batto per i randagi ucraini e contro i dog hunters – riferisce Andrea Cisternino a GeaPress –  contro l’indifferenza delle amministrazioni comunali che non hanno fatto e che non fanno nulla per salvare queste creature e contro persone che hanno e usano i randagi per il loro tornaconto personale“. Una indifferenza sul problema  che, ad avviso sempre di Cisternino, accomuna purtroppo anche le associazioni che poco o  nulla hanno fatto quando in Ucraina si sono svolti i campionati europei di calcio “euro 2012″. Fu il pretesto per la grande mattanza. Prima eseguita in maniera legale e poi, stante le rimostranze che lo stesso Cisternino riuscì a sollevare, vietandola in apparenza.

La mia amarezza – aggiunge a questo proposito Cisternino – è pensare che se io da solo ho fatto questo , cosa si sarebbe potuto fare se le associazioni italiane non mi avessero mollato dopo la pubblicità di Euro 2012?  Quante creature innocenti avremmo salvato e cosa avremmo costruito?”

Proseguendo nell’analisi psicologica ci sono anche le accuse infamanti, come quelle di averlo fatto per soldi. Infatti lo psicologo sociale, esegue anche una sorta di analisi economica. Per lui bisognerebbe mettere in conto un’altra variabile. Si tratterebbe ” del beneficio materiale, dal momento in cui alcuni animalisti ardenti ricevono sovvenzioni straniere per gli animali“.

La quadratura del cerchio, insomma.

“Quante chiacchiere ho sentito in questi tre anni, tante , troppe , quante promesse mai mantenute , ma io continuo a lottare e sperare che in questo paese qualcosa cambierà e forse ci sono vicino“. Così “l’animalista ardente” Andrea Cisternino riferisce GeaPress.

La morte di migliaia di creature innocenti, uccise per l’indifferenza europea e per menefreghismo, deve avere giustizia. Jessika , Piatneska , Laska , Mykola , Nayda , Riscik , Rossa , Natasha e tanti altri ancora. Lottare – conclude Cisternino – perché  loro abbiano giustizia ma come dissi dopo Euro 2012, non voglio che finisca tutto a tarallucci e vino, come sempre“.

La Redazione

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