Proprio tutti, da Santo Stefano a San Silvestro, dalla Sacra Famiglia allo Spirito Santo. Gabbati anche i Magi, che santi non sono, gabbati i pastorelli e le pecore: soprattutto gli agnelli ed i capretti.

La  festa per antonomasia  della “bontà”, come ogni anno, si è contraddistinta per l’ecatombe di animali, finiti nei piatti degli italiani, passando per gli ammazzatoi. Uccisioni in aumento, rispetto agli altri mesi dell’anno, con picchi simili alle stragi pasquali.

In Italia, la culla della cristianità e del cattolicesimo, dove ci si indigna per i cani ed i gatti finiti nei panini dei cinesi, dove fa scalpore la piccola foca ammazzata a randellate sul ghiaccio artico, dove la morte per dissanguamento non è tollerata solo se è “rituale” … senza clamore, senza scalpore, senza indignazione si assiste, ogni giorno, alla strage degli animali nei macelli, ufficiali e non, si indossano scarpette o scarponi di capretto o di vitello, si consumano tonnellate di carne di animali iugulati negli ammazzatoi.

A dicembre negli ammazzatoi italiani sono stati  uccisi  oltre 350mila tra bovini e bufalini (la media mensile è di 320mila circa), quasi 1milione700mila ovini e caprini (la media mensile, escludendo il periodo pasquale, è di circa 500mila), 1milione300mila suini (la media mensile è di  1milione100mila). E fin qui sono almeno 3milioni300mila!

Ancora non conosciamo i numeri della strage relativa ai nostri compagni di strada con le penne e con le pinne. Per loro il “dato” è solo relativo ai chilogrammi (meglio dire le tonnellate!) totali, neanche nella morte hanno diritto all’individualità.

Eppure sappiamo che la carne fa male, non solo ai viventi che la perdono per l’ingordigia umana.

Ai mangiatori di cadaveri, in umido/in salmì/nelle farciture dei panini/con intingoli o essenziali, spettano (come giusto premio!) almeno 45mila morti premature, nel solo Regno Unito, ogni anno. Non lo diciamo noi, ma lo studio effettuato dalla Oxford University  – Unità cardiologica della Cornell University (ottobre 2010):”diminuendo il consumo di carne  si eviterebbero 31mila morti per malattie cardovascolari, 9mila per cancro e 5mila per ictus ed il servizio sanitario (inglese ndr) risparmierebbe almeno 1,3miliardi di euro; con l’eliminazione totale  del consumo di carne le cifre aumenterebbero ancora di più“.

Il dossier mette in evidenza anche che tutta la carne, rossa, bianca o di pesce è dannosa in egual misura, un aumento della dannosità è riservato agli insaccati, l’allevamento intensivo annulla le differenze tra carni rosse e carni bianche: siamo in democrazia,  suvvia!

Ma noi li Santi non li vogliamo gabbare, le 900mila tonnellate di pesce consumate in Italia e pescate, nella quasi totalità, in mari lontani (infatti il pescato italiano è di circa 230mila tonnellate)  debbono poter vivere la loro vita, che è unica ed irripetibile come la nostra, come quella della gallina.

Ma noi li Santi non li vogliamo gabbare, infatti vogliamo che tutti conoscano il significato di alcune parole tecniche,  liquidate come difficili o difficili da imparare e ricordare: “controllo ante mortem, stordimento, iugulazione, depilazione/spiumatura, scuoiamento, eviscerazione, sezionamento, marchiatura/maturazione“;  tecniche di macellazione, di uccisione insomma, ovviamente precedute da carcere duro e trasporto “bestiale”.

Noi li Santi non li vogliamo gabbare!

Elisa D’Alessio
Presidente associazione GeaPress

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