Vincenzo Romano
GEAPRESS – E’ morto la scorsa settimana a Palermo il Professore Vincenzo Romano, già Docente di Chimica  Generale ed Inorganica presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Palermo. Più volte Direttore del Dipartimento di Chimica Inorganica ed Analitica della stessa Università, la sua esperienza ed i suoi testi di studio hanno costituito per generazioni di studenti,  punti di valido riferimento.

Allo scrupolo del  Docente, il Professore Romano aveva unito nella sua vita la passione per la musica Jazz (egli stesso era uno stimato musicista) ed una profonda dedizione verso le tematiche di protezione animale.

Presso lo stesso Dipartimento si era fatto promotore di numerose iniziative ed incontri pubblici aventi ad oggetto varie problematiche del settore. Dal randagismo fino alla sperimentazione animale. Vegetariano ed antivivisezionista convinto, continuò a promuovere tali incontri anche nel momento sicuramente particolare che vide alcuni suoi colleghi della stessa Università, tra cui un ex Rettore, venire condannati in primo grado (il reato cadde poi in prescrizione) per violazione dell’art. 727 del Codice Penale. Il Professore Romano fu uno dei primi a dare l’allarme sulla presenza in città di strani personaggi che catturavano, nottetempo, gatti dalla strada con lo scopo di venderli ad uno stabulario universitario. La sua testimonianza nell’Aula della Pretura, fu senz’altro di rilievo.

Personalità molto discreta, il suo impegno animalista lo portò a farsi conoscere anche per le  manifestazioni che organizzava contro l’uso delle pellicce, la caccia e del circo con gli animali in particolare. A questo proposito non vi era tendone che potesse sfuggire alle manifestazioni da lui organizzate. Il suo “Libertà per gli animali del circo” era diventato una sorta di inno alla speranza fin da quando, con il GAPA (Gruppo Autonomo Protezione Animali) aveva contribuito a dare vita ad una delle prime esperienze animaliste di Palermo. Presidente della sede cittadina della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, continuò il suo impegno come Consigliere Provinciale della locale sede LAV e successivamente come fondatore e promotore del Coordinamento Animalista Palermitano. Tematiche portate avanti anche nell’esperienza politica avuta con il movimento dei Verdi ed ancor prima con il Partito Radicale.

Dove però il suo impegno fu praticamente quotidiano, è stato presso il canile municipale di Palermo, a due passi dallo storico edificio del Dipartimento di Chimica. Centinaia di cani, quando ancora la legge obbligava alla sopressione, furono salvati avendo egli stesso provveduto ad adottarli in compagnia di un gruppo allora veramente ristretto di  animalisti. Con l’allora Sindaco Insalaco (poi ucciso per mano mafiosa) il Professore Romano propose ed ottenne una Ordinanza che ancor prima dell’entrata in vigore della legge sul randagismo, vietò la soppressione dei cani accalappiati. Lo stesso provvedimendo impose il divieto di inviare i cani agli stabulari universitari dove si praticava la vivisezione.

Il suo impegno in favore dei cani, era particolarmente rivolto ai casi più difficili. Le non  buone condizioni di salute avevano via via ridotto la sua presenza al canile municipale ma  poche settimane addietro era riuscito a visitarlo chiedendo di portare in passeggiata i cani del reparto Pit bull. Proprio i più difficili, come aveva sempre fatto.

Enzo Romano era nato a Palermo il 25 febbraio 1938.

Giovanni Guadagna
Redazione GeaPress

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