Secondo la Coldiretti la UE vorrebbe reinserire le farine animali nei mangimi per le mucche.
La UE ha già dimenticato che proprio le farine animali nei mangimi per le mucche furono ritenute responsabili del morbo della mucca pazza? Dimentica che furono vietate dal 2001?

Se ne parla di nuovo, oggi, perché una donna livornese è ricoverata in condizioni disperate, perché ammalata della sindrome di “Creutzfeldt-Jakob”, la variante umana del morbo della mucca pazza?
Se ne parla perché si ha la certezza di essere davanti al secondo caso italiano di mucca pazza, intesa come “probabile sindrome di variante Creutzfeld-Jakob”?

La prima vittima della “variante”fu una studentessa siciliana di 27 anni, morta nel 2003 ; ma che la signora di Livorno sia “solo” la seconda vittima è contestato dai familiari di Gabriele di Malnate, morto nel 2008.
Il prof. Maurizio Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità e il neurologo dell’Istituto Carlo Besta di Milano, ci fanno sapere tramite agenzie, che il “contagio” è avvenuto oltre 10 anni fa.
Il Senatore De Lillo (PDL) è categorico: in Italia non esiste nessun pericolo mucca pazza!

Ebbene, premettendo che gli umani carnivori corrono ben altri rischi alimentandosi di cadaveri, vogliamo affermare che non è eticamente accettabile far diventare cannibali animali erbivori!

Piuttosto che pensare di reinserire farine animali (ma sono state veramente escluse del tutto dai mangimi?) la UE dovrebbe ripensare a tutto il comparto zootecnico.

Prima di tutto dovremmo domandarci, riguardo al nostro cibo, vogliamo “Guerra o Pace?”

Per dirla assieme a Jonathan Safran Foer, scegliendo il nostro pasto scegliamo la pace o la guerra, scegliamo la pace o la strage.

La maggioranza degli umani del nord del mondo ha scelto la guerra e la strage, o meglio ha scelto per loro l’industria zootecnica.

All’industria zootecnica non interessa la fame nel mondo, interessano solo i soldi e questi si accumulano con la guerra e la strage.

L’uomo carnivoro è complice, anche senza saperlo, dello sterminio di miliardi di animali che vivono vite di sofferenza e di torture, che sono trasportati ai macelli con viaggi spesso allucinanti e che muoiono con sofferenza.(cfr. “Se niente importa. Perchè mangiamo gli animali?” Ed. Guanda)

Jeremy Rifkin sostiene che “mangiare carne è l’ultimo peccato dell’umanità” e senza mezzi termini indica che per eliminare il rischio mucca pazza si deve abbandonare la pratica dell’allevamento intensivo “le nostre scelte alimentari determineranno il futuro del nostro pianeta. Non è più tollerabile un sistema di allevamento industriale come quello che abbiamo costruito, che non rispetta minimamente l’animale sottoponendolo a una barbarie inimmaginabile. Una vera civiltà è capace di rispettare tutte le creature, umane o animali che siano. Ecco perché la nostra coscienza di uomini deve poter superare definitivamente la cultura della carne”.(cfr. “Ecocidio. Ascesa e caduta della cultura della carne” Ed. Mondadori).

L’uomo è ciò che mangia.

Elisa D’Alessio
Presidente associazione GeaPress