fuochi d'artificio
GEAPRESS – Una lunga discussione, ieri in Senato, in merito all’approvazione di alcune mozioni che si prefiggevano di migliorare alcuni aspetti relativi alla protezione degli animali. Di certo, a distanza dei quasi 24 ore dall’approvazione delle stesse, a non essere migliorata è la discussione generale che ne è conseguita sui media. Polemiche al vetriolo, battutacce da bar dello sport su alcuni media (o presunti tali), vittorie rivendicate un po’ da entrambi i fronti. Sembra quasi di trovarsi innanzi alla votazione finale del provvedimento che il Parlamento, a cavallo tra il 2013 e dil 2014, consegnò al Governo sul recepimento della Direttiva Europea sulla sperimentazione animale: entrambi i fronti, rivendicarono una vittoria.

Ieri è un po’ successa la stessa cosa: Senatori di parte opposta, si sono poi sostanzialmente indirizzati sulla stessa mozione. Nessuna vittoria sciacciante. I presenti hanno quasi tutti votato a favore e senza assenze da Aventino. Dunque, un Parlamento animalista?

La lunga discussione è possibile leggerla nel resoconto stenografico del Senato. Nella stessa  è più volto intervenuto il Senatore Giovanardi che ribadito il suo (già altre volte ripetuto) assunto: “Ebbene, in discussione generale ho parlato di una gerarchia: prima gli esseri umani, poi gli animali e poi le piante”.

Al di là di gerarchie che sanno quasi di piramidi ecologiche rovesciate, non può non sottolinearsi l’animosità che tali discussioni sono in grado di generare. Garante dei diritti animali, allevamenti, specie aliene e sperimentazione animale. Peccato, però, che l’effetto pratico non sia molto immediato. Anzi, a ben guardare l’altra precedente discussione avvenuta poco prima del semetre italiano di presidenza dell’Unione Europea, tutte le mozioni filo-animali dovevano essere destinate ad una sorta di rivoluzione epocale. Eppure, come prevedibile, sono velocemente scivolate nel dimenticatoio. Decine di impegni, allora, che il Governo italiano doveva portare in Europa. Lunghe ore di discussioni che però, a distanza di mesi dalla fine di quel semetre, non hanno portato alcun beneficio; anzi, diciamo pure che non è rimasta traccia.

Una mozione non è vincolante e il Governo può tranquillamente decidere per l’esatto opposto. Peccato che questo non venga detto.

Non un Governo qualsiasi, poi, ma un Esecutivo diretto da un Presidente del Consiglio che ha tirato dritto sulla sua strada (giusta o sbagliata che sia) fregandosene delle opposizioni anche del suo partito. Cambierà idea sul Garante diritti animali come sullo stare attenti a quali paesi con un altro concetto di macellazione dove inviamo gli italici bovini da carne?

Agli atti resterà quanto una mozione parlmamentare dovrebbe rappresentare, ovvero un atto di indirizzo politico rivolto al Governo. Nessun vincolo e non solo per un obbligo (inesistente) di rispettare la mozione, ma anche nel merito di quanto approvato. La mozione, infatti, dovrebbe aiutare a tracciare la strada dove, poi, affrontare l’eventuale discussione.

Prima di sapere dove porterà questa discussione, piacerebbe anche capire dove è finita l’altra, ossia quella che il Governo doveva impiattellare in Europa sui diritti degli animali.

La Redazione

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