monreale
GEAPRESS – Sulle Ordinanze dei Comuni che riguardano in qualche modo i cani o altri animali, si è detto e si dirà molto. C’è chi attende divieti impossibili per le competenze di una pubblica amministrazione e chi, per lo stesso motivo, ricorre al TAR per i divieti ritenuti illegittimi.

L’Ordinanza n. 50 del Comune di Monreale del maggio 2013, parrebbe però imporsi per riflessioni aggiunte. Questo anche alla luce delle vivaci polemiche che hanno portato ieri mattina in piazza una cinquantina di animalisti in compagnia, in alcuni casi, dei cani al guinzaglio.

Un provvedimento condivisibile in alcune parti (ad esempio sulla raccolta delle deiezioni e sul divieto di bagno dei cani nelle fontane pubbliche) ed opinabile in altre. Sull’accattonaggio, ad esempio.

Al punto 8 dell’Ordinanza numero 50, infatti, viene imposto il “divieto di impiego attivo di animali nell’accattonaggio“. Cosa si intende per impiego attivo? Lo specifica lo stesso punto 8:  “per uso attivo si intende qualsiasi impiego diretto dell’animale finalizzato ad incrementare la frequenza delle offerte incluso il suo stazionamento forzato“. Un fatto che lascia quantomeno perplessi. Un dubbio, ad esempio, potrebbe venire sull’uso passivo che evidentemente non è sanzionabile  Eppure è altresì noto come molte persone vengono attratte, per sensibilità, da un mendicante in possesso di un cane come di un bambino. Ora, se il paragone può fare rabbrividire qualcheduno, di certo così non è per il mendicante il quale sa benissimo come già la semplice presenza di un cane (magari che dorme) come di un bambino (a prescindere se tenuto in braccio o in culla) ha più possibilità di attirare il potenziale donatore. Forse era meglio scrivere del divieto di accattonaggio con animali, così come è per molte altre Ordinanze, senza preoccuparsi di andare a specificare usi attivi o passivi, sanzionabili oppure no. L’Ordinanza, però, non è di tutela degli animali.

Un argomento in particolare è ricorso nelle polemiche al vetriolo che hanno coinvolto il Comune di Monreale e, sopratutto, quella nota delle “ultime news dal Comune” del 14 maggio scorso. Tutt’ora centrata nell’home page del sito web del Comune,  riporta che “Il sindaco Di Matteo emette ordinanza per i detentori di cani e animali a salvaguardia dell’incolumita’ pubblica, del decoro urbano e per garantire le condizioni igienico-sanitarie“.

Accedendo poi alla news si legge, tra le altre cose, come sia stato imposto il divieto di “introdurre e condurre i cani e qualunque altro animale, anche se custoditi, nei giardini e fontane pubbliche, nelle aree sistemate a verde, o destinate ai giochi per bambini. Dunque ipotesi alternative. Verde o giochi per bimbi. Figuriamoci, poi, se nell’Ordinanza non vi è neanche cenno a verde e/o giardini, così come ad aree sistemate a verde.

Di certo la news che ormai da giorni centra il sito web del Comune di Monreale, ha scatenato la polemica.  Come giustamente veniva riferito ieri nel corso della protesta, in tutta Italia si aprono spiagge per i cani e addirittura le corsie degli ospedali. A Monreale, invece, parrebbe volersi vietare la più classica delle manifestazioni del rapporto uomo-cane: la passeggiata nei giardini pubblici. Una polemica talmente rovente alla quale il Comune, stante quanto circolato nelle ore antecedenti la manifestazione, avrebbe risposto annunciando l’invio della Polizia Municipale nel corso della manifestazione animalista. Insomma, chi viola l’Ordinanza verrà sanzionato.

Ieri mattina, difronte ad una fontana del tutto asciutta, c’era anche la Polizia Municipale. Anzi, poco prima che la manifestazione avesse inizio, è stato notificato ad Enrico Rizzi, coordinatore nazionale del Partito Animalista Europeo, un nuovo precetto, questa volta del Questore di Palermo. Niente megafono. Un fatto, quest’ultimo, per il quale Rizzi ha già preannunciato che, tramite il proprio legale, chiederà spiegazioni al Prefetto. Poi c’è stato il problema della sanzione che però, gli animalisti identificati, asseriscono di essere certi di non dovere pagare. A quanto pare la Polizia Municipale era priva degli appositi blocchetti prestampati. Sul proprietario del cane, qualche dubbio ci sarebbe pure, visto che nessuno ha controllato il microchip. Vero è che l’Ordinanza non è espressamente riferita ai proprietari, ma rimane da capire dove esattamente, proprietari o semplici detentori, possono andare con il proprio cane.

Dalla sezione “Albo Pretorio” dello stesso sito web del Comune di Monreale che ospita tutt’ora la news esplicativa, è possibile prelevare l’Ordinanza numero 50. Al punto sei del provvedimento del Sindaco risulta così essere vietato  di “condurre cani in corrispondenza e nelle immediate vicinanze dei luoghi pubblici attrezzati con giochi per bambini“. Nessun cenno, tra i vari punti di divieto, ad aree sistemate a verde così come a giardini.

Forse l’area destinata a gioco per i bambini, poteva essere meglio delimitata e non “in corrispondenza e nelle immediate vicinanze“, ma rimane il fatto che l’Ordinanza riferisce solo, come aree di divieto, di “luoghi pubblici attrezzati con giochi per bambini“. Punto, e basta.

Un errore di comunicazione tra due uffici del Comune o una interpretazione estesa? Un dubbio, come “attivo” o “passivo” per sanzionare un mendicante. Più che altro viene da chiedersi: di cosa stiamo parlando?

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