ignazio marino
GEAPRESS – Dunque Ignazio Marino è il nuovo Sindaco di Roma. A dire il vero si era già capito da un pezzo. Roma, la capitale d’Italia, ha ora un Sindaco che non ha fatto mistero, anzi ha rivendicato, il suo essere Medico che sostiene l’utilità della sperimentazione animale.

Un danno per l’animalismo, oppure la fedeltà ad una idea di fare politica che, da parte degli elettori del centro sinistra, ha travalicato le posizioni professionali del neo Sindaco di Roma? Nessuna delle due cose o forse entrambe. Non importa. L’unica cosa certa è la centralità, che non c’è, del tema animalista. Se così non era, ci sarebbe stata una pregiudiziale.

Vuol dire che non era un problema ai fini elettorali. Gli elettori lo avrebbero votato lo stesso e così è stato.

Del resto l’attività del prof. Marino è del tutto legale. Mai nessuna rivoluzione culturale però, si è compiuta ponendo come metro di valutazione quello dell’appartenenza alla legalità.

Chi fa parte di un sistema, ne detiene parte del potere e questo (anche senza malizia) deve essere mantenuto. Poi, nel corso della storia, alcune strambe menti decidono che il mondo non è piatto, oppure (molto più di recente) che lo spazio tempo si deforma. Un’eresia, in termini di giudizi, non dissimile nei toni a quella che viene rivolta agli antivivisezionisti. Si reagisce male, ad esempio, scaricando insulti sui romani “rei” di avere votato Marino.

Nel caso del neo Sindaco c’è senz’altro un aspetto simbolico, ma gli anni che stiamo vivendo sono ormai da tempo statici, almeno dal punto di vista delle scelte politiche.

Abbiamo assistito alla dichiarazioni di improbabili flotte di parlamentari “animalisti” e ad altrettando improbabili vittorie, in realtà dai piedi di argilla. Bisogna stare attenti, perchè l’animalismo (ma non è l’unico aspetto della nostra società che ne soffre) appare sempre più come una galassia frammentata pronta a dividersi sempre più. Un animalismo a volte da copia incolla, pronto a cantare vittoria quando non c’è. Le sconfitte, del resto, non hanno mai portato consenso.

Mettiamo da parte il neo Sindaco Marino.

Proviamo a considerare i reati venatori, ovvero come viene punito (sempre a proposito di animali) chi agisce nell’illegalità.  Sono tutti reati di natura contravvenzionale, ovvero poco più che acqua fresca. Al di là della più alta ammenda, la stessa considerazione vale anche per i traffici di animali esotici. Impossibile, con un reato di contravvenzione, avere contestata l’associazione a delinquere, fatto che invece potrebbe fornire, al di là della maggiore pena, la possibilità di  mezzi investigativi più invasivi. Si spende tanto tempo nel ripetere che il traffico di animali esotici è secondo solo a quello di droga ed armi. Ma abbiamo mai sentito di un trafficante internazionale di droga, come di armi, che viene combattutto con dei reati di contravvenzione? Sicuramente non si ha la stessa percezione del problema. E’ la nostra società nel suo complesso a non avere consapevolezza. Ci piaccia oppure no, tutti ne facciamo parte.

Che dire, poi, dei tanti glorificati reati di maltrattamento ed uccisione di animali? Pensate a quante volte avete letto che il responsabile rischia la prigione. Siamo proprio certi che le cose stiano così? Sappiate solo che la colpa non è del Giudice.

Dobbiamo allora fare il fegato marcio perchè Roma ha Marino come Sindaco? Ma neanche per idea. Prima di scagliare contro di lui proviamo a guardarci dentro. Le battaglie si perdono non tanto per la forza dell’avversario, ma per le debolezze e le divisioni nelle proprie schiere.

A proposito di vivisezione o sperimentazione animale come è in uso attribuire, provate a leggere cosa nei giorni scorsi si è detto al Senato e fateci sapere (vedi articolo GeaPress). Marino  non c’era, anzi ancor prima si era dimesso da Senatore.

A tutti gli animalisti che in queste ore ci stanno scrivendo  auguriamo di continuare a vivere serenamente, senza creare il “mostro” Marino. Non serve a niente.

La Redazione

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