marco pannella
GEAPRESS – Fiumi di parole, in ricordo di Marco Pannella. Le note biografiche sono cadenzate dalle innumerevoli battaglie portate avanti da quello che fu uno dei fondatori del Partito Radicale.

Aborto, l’incontro con il Papa, divorzio, l’arresto per avere fumato uno spinello, le scuse a Giovanni Leone dimissionario Presidente della Repubblica, la fame nel mondo, Enzo Tortora e la Giustizia, il no al finanziamento pubblico dei partiti e molto altro ancora. Scrivere la biografia di Marco Pannella non sarà facile, specie per una persona che sollevando mille contraddizioni, anche quando non te lo aspettavi, era in grado di attivare non poche critiche.

C’è però un aspetto che sembra non essere stato notato, ovvero l’importanza che Pannella ed il Partito Radicale hanno avuto per il movimento anticaccia italiano. Un tema sul quale allora nessuno avrebbe scommesso e che invece scoperchiò una sensibilità fortemente intrecciata con la voglia di lottare. Non è stato solo Lui e non sono stati solo i Radicali. Più luci si erano accese ancor prima degli anni settanta, quando le associazioni iniziavano a strutturarsi in maniera più definita. Il primo Referendum anticaccia venne dopo, ma crediamo che sia difficile, tra gli anticaccia, trovare qualcuno che, pur non amandolo, gli augurò di perdere quella battaglia. In una maniera o nell’altra con quel Referendum e con Marco Pannella, tante storie di quella stessa sensibilità ebbero modo di maturare.

Il Referendum, anzi i Referendum anticaccia, non si vinsero ma rappresentarono un vento nuovo, forse l’inizio di quel calo inesorabile del numero dei cacciatori italiani. Una boccata arrivata quando lo stravecchio panorama politico italiano continuava a reggersi in attesa che un muro crollasse. I tempi cambiavano e Pannella fu uno dei precursori più acuti. Amato o odiato che fosse, crediamo che molto anche sul tema dell’anticaccia, si deve a Lui. In fin dei conti la strada da scegliere era semplice: Si oppure NO.
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