cucciolo vendita
GEAPRESS – Cuccioli dai paesi dell’est, ma non solo. Più ad ovest di noi, infatti, i cuccioli provengono dall’Irlanda ed a leggere i giornali esteri, si nota subito le similarità con quanto denunciato nel nostro paese in tema di traffico di piccole vite. Poi, di questi tempi, a proposito di traffici e di Europa, ci si dovrebbe chiedere quali diritti sono previsti e nel caso rispettati. Se non già per gli uomini, figuriamoci per i quasi neonati quattro zampe.

Non si sta parlando, degli scafisti in combutta con nostrani criminali, ma dei molto comunitari vertici del traffico di cuccioli. Una minima parte di questi ultimi  vengono sfiorati dalle indagini. Anzi una minima parte del mastodontico traffico di cuccioli può essere intercettato.

Con le frontiere libere ed i controlli a campione, è molto semplice occultare i carichi di piccole vite. Nonostante ciò, in pochi giorni, tre sequestri hanno riportato alla ribalta il dramma del traffico di cuccioli. Due di questi sono stati operati in Friuli Venezia Giulia, dalla Polizia di Stato e della Guardia di Finanza. Un terzo, invece, ad opera della Polizia Locale di Chioggia (VE).

Eppure, nonostante il clima (commerciale) che prelude alle feste e l’intensificarsi di tali commerci, non si avverte  eguale attenzione da parte di chi dovrebbe indignarsi. Forse, commenta qualcuno, perché la legge sul traffico di cuccioli è già stata approvata (anch’essa in clima che preludeva alla festa). Venne presentata con le solite campagne un po’ troppo autoreferenziali e soprattutto dai toni quasi imperanti. Più o meno, si diceva, ci eravamo provvisti di un valido strumento utile a dare un deciso colpo al traffico dei piccoli animali d’affezione. Pene decise e severe.

Eppure uno dei presunti trafficanti di una delle tre operazioni di cui sopra, era nome già noto alle operazioni di polizia. Evidentemente, qualcosa che non va, nel sistema deve pur esserci.

A svelare come stavano le cose ci aveva già pensato una decina di anni addietro, una mirabile investigazione condotta dalle Guardie ENPA di Milano. Cani provenienti da Ungheria e Slovacchia già muniti di microchip italiano e denunciati come nati nel nostro paese. Qualcuno, in loco, provvedeva a fare girare un mazzo truccato. Nel corso delle indagini si ipotizzò che già la casa produttrice dei microchip vendeva a grossisti italiani. Un giro di chip molto contorto, visto che gli stessi sarebbero poi stati ceduti ad un paese estero che li spediva a sua volta in quelli di origine dei cuccioli. L’ENPA di Milano sottolineò come i mezzi messi in campo non erano dissimili da quelli utilizzati nei traffici di droga, come di armi o rifiuti tossici.

Certo che se il gioco vale la candela, l’attenzione criminale può essere attirata da facili profitti raggiungibili con minori rischi. Chi vi ha detto che pene certe ed elevate sarebbero state inflitte ai trafficanti di cuccioli, forse, nel clima natalizio, si era lasciato prendere da una ovattata letizia di pace universale che però, lo sguardo del cucciolo esposto in bacheca come un carillon d’epoca, non sembra esprimere.

Basta vederle quelle bacheche, li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. Tutti in regola, tutto a posto, lo dimostrano i certificati e le vaccinazioni. Poi, però, qualcosa si rompe e può anche capitare che le cose non stiano così. Chi ha sbagliato?

Di certo le pene basse e l’impossibilità (per quelle poche previsioni di reati-delitti) di potere contestare qualcosa che fa veramente paura; che funzioni, cioè, da deterrente. Niente sanzioni pecuniarie di rilievo mentre le manette sono scattate solo in pochissimi casi, ovvero dove è stato possibile ipotizzare l’associazione a delinquere. Questo, però, avviene solo in rare occasioni; per potere formulare tale accusa occorrono indagini molto complesse, che si avvalgono di più investigatori e di intercettazioni telefoniche. Possiamo anche prendercela con la polizia e magistrati accusandoli di non dedicare molto tempo a questi reati, ma qualora così fosse, basta rimanere con i piedi per terra per renderci conto, oltre che delle bacheche con gli occhi tristi, anche dell’affollamento, per non dire caos, di denunce ed indagini che ogni giorno affollano gli uffici giudiziari. In questa giungla di carte bollate, pedinamenti, notizie di reato, vertici per ordine pubblico ed altro ancora, dovrebbero trovare spazio anche quei reati puniti con sistemi da operetta.

Pronti a saltare da una improbabile vittoria all’altra, contenti di avere avvilito l’immagine di un singolo o di predisporre nuove gloriose campagne per le quali piacerebbe, poi, sapere i risultati, ci scordiamo la realtà che viviamo. E’ tutta espressa negli occhi di un cucciolo, uno dei tanti, uno dei tantissimi che ogni giorno affluiscono nelle bacheca e che ancora, in massa, continueranno ad essere mostrati.

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