GEAPRESS – C’è qualcosa che non torna in merito alle polemiche di queste ore sull’abbattimento dell’orso M13 avvenuto in Svizzera.

Abbattuto perché pericoloso. Aveva già rischiato di soccombere nel novembre dello scorso anno quando, in vista del letargo, andò a rimpinzarsi di patate in un cascinale non abitato a 1700 metri di quota.

Infine l’incontro fatale, con una donna. Sembra, però, che l’orso sia fuggito alla vista di un bastoncino da trekking. Lo ricorda il gruppo svizzero “Offensiva Animalista” il quale fa altresì presente che in queste ore in Svizzera sarebbe stato ucciso un altro orso.

Come altri, del resto, che si possono uccidere legalmente in più paesi europei, anche nostri confinanti.

Gli animalisti svizzeri hanno commentato la morte del povero M13 come “caduto sotto i colpi di burocrati e politici ciechi, cinici e abituati a non porsi domande su cosa sia etico e morale”. Sempre gli stessi animalisti, hanno però fatto notare che il secondo orso, abbattuto a quanto pare in un riserva naturale, sia stato possibile ucciderlo senza che nessuno abbia potuto dire “cip”.

“Offensiva Animalista” chiede ora di boicottare le nascenti Olimpiadi. Questo perché dicono sempre gli animalisti, la Svizzera scatta sull’attenti se qualcuno mina “i forzieri di mamma Elvezia”. Ancora M13 non era stato caricato da tali poteri destabilizzanti. “Funziona così, in Svizzera – affermano gli animalisti – un orso fa l’orso e lo si uccide”.

In molti hanno sostenuto che i cittadini svizzeri devono ancora abituarsi alla presenza dell’orso e non è come l’Italia dove in qualche maniera la sua presenza è tollerata. Chissà, però, cosa devono aver pensato i cittadini svizzeri quando nel novembre 2012 (ovvero quando M13 veniva graziato per la sua scorpacciata di patatine) si videro arrivare un italianissimo sodalizio che, scavalcato il confine, andò a mostrare (con tanto di documentazione fotografica e ritagli di giornale) le sue motivazioni anti orso proprio nella valle dove stava mangiucchiato M13. E chissà poi cosa devono aver pensato i cittadini svizzeri, se qualcuno di loro si è pure ricordato della recente manifestazione politica ove si è proposto panino e fettuccine all’orso sloveno. I tranci di carne rosso scuro, vennero poi sequestrati del NAS dei Carabinieri e dal Corpo Forestale dello Stato.

E’ comunque vero che nella media generale delle polemiche italiane anti orso, M13 era stato trattato con più benevolenza. Si avvicinava un po’ troppo all’uomo, ma in fin dei conti, a parte qualche pecora ed asinello (“danni affettivi”, così definiti agli svizzeri dall’italico sodalizio), era in qualche maniera rimasto a cavallo del pericoloso confine della sospetta indifferenza. Peccato che non abbia rispettato un altro confine. Ancora, da noi, chi li vuole finiti a pallettoni, non è stato autorizzato a farlo.

Una piccola curiosità. M13 è anche il nome dell’Ammasso Globulare di Ercole (nella foto). E’ il più luminoso dell’emisfero boreale, e quando la notte è molto buia si può vedere ad occhio nudo. Speriamo allora che M13, nel buio della notte più fitta, riesca ad illuminare.

La Redazione di GeaPress

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