cane maltrattato
GEAPRESS – Una notizia vera tanto quanto quella che Papa Francesco ha parlato degli animali dopo la morte. Il Santo Padre, in realtà, non ha mai detto nulla del genere ma un errore (ammesso che questo sia stato) di qualcuno è bastato a riempire di copia incolla le cronache animaliste e non solo.

Più o meno la stessa cosa si potrebbe dire sulla proposta di “depenalizzazione” dei reati previsti dalla legge contro i maltrattamenti di animali. Infatti, quest’ultimo Governo (qualcuno ci aveva già pensato nel passato) non ha ancora  proposto di depenalizzare i reati in questione ed una delle poche cose certe di questa polemica è il fatto che i reati di cui alla legge 189/04, prevedono già pene incredibilmente deboli.

In realtà, il Governo ha avallato il progetto di non punibilità (cosa diversa dalla depenalizzazione) di quei reati  che sono già deboli. Tra questi, inevitabilmente, sono rientrati quelli di maltrattamento, uccisione e combattimenti tra cani.

A chi, nel passato come ora, ha sostenuto che per chi maltratta o uccide un animale si aprono le porte del carcere, andrebbe infatti ricordato che questo è praticamente impossibile. La soglia di cosiddetta punibilità prevista dal nostro Codice è già di gran lunga superiore alla bassa pena reclusiva prevista dai reati in questione. E’ vero, invece, che ai colpevoli è già possibile applicare una multa, dopo che sono andati sotto processo o avere accettato il Decreto Penale di Condanna.

Ciò non toglie che i reati in questione devono rimanere tali; ovvero reati, senza progetti di depenalizzazioni o impunibilità. Le pene dovrebbero anzi essere aumentate ed è questo il vero nocciolo della questione che non si vuole riconoscere: questi reati sono già oggi deboli, tanto da essere stati inglobati nella bozza di Decreto Legislativo che li vorrebbe impunibili ed a certe condizioni.

Preoccupa, però, che il tono della polemica si sia abbassato sulle dichiarazioni che sarebbero state rilasciate dal Ministero della Giustizia (ovvero che i reati di maltrattamento non verranno coinvolti nel provvedimento, secondo una discutibile interpretazione giurdica) e preoccupa ancor di più che non si riconosca il vero male della legge 189/04: avere cioè previsto reati troppo deboli e che già, per molti versi, sono impunibili.

Il tiro, cioè, andrebbe raddrizzato uscendo dalla polemica dell’inesistente proposta di depenalizzazione che, nel caso, porta solo a pensare all’ignoranza.  Bisognerebbe, invece, credere nella volontà di riuscire ad ottenere una legge più potente, smettendo di spacciarla per quella che manda in carcere chi maltratta o uccide un animale. Si è trattato, in questo caso, di semplice ignoranza?

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