GEAPRESS – Sta suscitando molte polemiche, in casa animalista, la vittoria del Senatore Ignazio Marino alle “primarie” del centrosinistra per il futuro Sindaco di Roma.
In molti, in queste ore, ricordano l’articolo ormai arcinoto pubblicato su l’Espresso ed a firma dello stesso Senatore. Ad andarci di mezzo, in quel caso, fu un babbuino che purtroppo non è stato l’unico usato nel corso della carriera medica dell’aspirante Sindaco.

Le “primarie” al di là delle polemiche in merito a presunti cammellamenti, non sono come le elezioni amministrative, politiche o europee tutte più o meno additate di condizionamenti. Crediamo che le persone vadano almeno in buona parte spontaneamente  e non crediamo che tutti quelli che hanno votato per Marino sono favorevoli alla sperimentazione animale. Forse non sapevano, o non si sono poste il problema, oppure condividevano. Ma una sola di tale ipotesi è impossibile che sia stata in toto realizzata. In alternativa possiamo pensare che il PD sia vivisezionista oppure, come si usa dire, per la sperimentazione animale. Sarà così? Oppure deve tenere conto di una base come nel caso dei cacciatori delle cosiddette regioni rosse? E dove finiscono, nel caso, le semplici “basi” ed iniziano gli interessi corporativi che, notoriamente, sono anche economici? Di certo non pone al centro della sua politica i temi dell’anticaccia come dell’antivivisezionismo.

Nel corso della campagna elettorale delle politiche 2013, sono apparse le risposte alle domande poste a Bersani, Monti e (se non ricordiamo male) pure a Giannino, sulla sperimentazione animale. E’ stato curioso notare come gruppi animalisti che si sono scatenati su Facebook in critiche al vetriolo contro il Bersani, Monti etc, sono rimasti poi delusi dalla (quasi) vittoria di Berlusconi. C’è stato pure chi ha scritto di volere lasciare l’Italia. Forse qualcuno era andato a chiedere a Berlusconi cosa pensava della sperimentazione animale? Ed a Grillo, sui comizi siciliani ed i pescatori di tonni, si è posta forse una riflessione di partito o di movimento? Come la pensa Berlusconi o altro leader al quale nessuno ha chiesto? Si poteva chiedere, ad esempio, del perchè il Governo Berlusconi non si è opposto alla direttiva europea “vivisezione” del 2010, oppure perchè non è intervenuto sul suo Ministro della Salute e la famosa circolare sul taglio delle code dei cani. Per non parlare di Giovanardi, non proprio simpaticissimo agli animalisti, e nuovamente Senatore, grazie a Berlusconi, nelle file del PdL. Di certo anche il PdL non sembra avere al centro della sua politica l’anticaccia come l’antivivisezionismo

Marino è quello che è. Non ne ha mai fatto mistero e, rispetto ad altri, è sicuramente coerente.  Non condividiamo ma almeno si conosce. E gli altri? Forse non ci interessa finché non li vediamo votare contro un nostro ideale?

Le vie sono due. O si pretende da un partito coerenza su tutti i punti della questione animalista, oppure si sceglie la strada della condivisione democratica pur avendo visioni diverse sullo stesso tema. Sia esso quello della vivisezione, come della lotta alla disoccupazione o all’evasione fiscale. Le combinazioni sono infinite perché tanti sono gli aspetti della vita che inevitabilmente ci condizionano.

In una tornata di rilievo statistico, come le primarie del centrosinistra della più grande città italiana, è stata scelta una persona che ha dichiarato, oltre che praticato, di essere favorevole alla sperimentazione animale. Salvo scagliarci contro un improbabile “DNA” romano, la tentazione di spingere su un argomento per portare acqua al nostro mulino di destra, come di sinistra, è forte. Al babbuino, però, non è importato morire per questo. Lo avremmo preferito  ucciso da un leopardo nella savana africana.

Certo che come candidato Sindaco di Roma del centro sinistra ci sarebbe piaciuto la Senatrice Amati, anch’essa PD e non oriunda romana, firmataria di non pochi disegni di legge animalisti. C’è invece Marino che fa orgoglio di quello che è. Mettere il segno su Marino come Sindaco di Roma, più che difficile, sarà forse impossibile, almeno per chi tiene a certi argomenti. Attenti, però, alle etichette perché qualcuno potrebbe utilizzarle a suo piacimento e di certo questa elezione dimostra coma la strada da percorrere è ancora molto lunga.

La Redazione di GeaPress

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