forestale II
GEAPRESS – Nel corso della conferenza stampa del Presidente del Consiglio che ha fatto seguito all’approvazione del Decreto Madia sulla riforma della pubblica amministrazione, è stato detto che da oggi l’Italia non avrà più cinque corpi di polizia ma quattro. Anzi per dirla con le stesse parole di Renzi “quante volte vi siete sentiti dire: l’Italia è l’unico paese dove ci sono cinque corpi di polizia?! Bene, ce ne saranno quattro!“.

Si presume che i corpi di polizia ai quali Renzi faceva riferimento, fossero la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Penitenziaria (che in un primo momento doveva sparire anch’essa) e poi il Corpo Forestale dello Stato.

Prima di entrare nel merito della soppressione di quest’ultimo, ci domandiamo, però, cosa sono allora le Polizie Provinciali (anch’esse in fase di soppressione), il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, la Polizia Municipale e, se considerati in funzione dei compiti di Polizia Giudiziaria, anche il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Prese per buone le numerazioni presidenziali e sorvolando sul silenzio riservato all’estinzione della Polizia Provinciale, sorge il sospetto che la riduzione della spesa (ammesso che ciò sia vero) sia stata presentata portando al macero il Corpo di polizia meno interessante. Questo perchè sempre meno interessante è, in Italia, la protezione dell’ambiente.

Basta leggere l’ultimo numero di IdeAmbiente, bimestrale pubblicato dall’Ispra, per sapere che il consumo del suolo nel nostro paese procede al ritmo di sette metri quadrati al secondo “con danni irreversibili per l’umanità e l’ambiente“. L’inserto “Consumo del Suolo” a cura di Alessandra Lasco, informa che si è persino andati ad invadere il 2% delle zone considerate non consumabili quali montagne, aree a pendenza elevata e zone umide.

Qualcosa che non va, deve esserci e bene ha fatto l’ISPRA ad inserire nella sua pubblicazione le fotografie aeree dell’area dell’Expo di Milano; prima e dopo gli interventi per l’esposizione universale. Da terreni agricoli che ancora resistevano vicino alla città ad una strana forma cementizia, vagamente assomigliate ad un pesce. Viene quasi da sorridere pensando alle riflessioni sui tempi andati e quanto abbiamo perso. Vecchi documentari sull’assalto alla collina del Vomero di Napoli, piuttosto che alla Conca d’Oro di Palermo, per non parlare (alcuni fiumi esclusi) dell’intera Pianura Padana o di quella che era l’amena campagna romana.
Con l’estinzione della Forestale, come della Polizia Provinciale, si sono andati a colpire i due corpi di polizia che avevano tra gli specifici compiti, quelli della protezione dell’ambiente e degli animali. Figuriamoci poi i reparti speciali, come il NIRDA ed il NOA dei quali ancora nessuno osa pronosticare il futuro. Resisteranno, poi, i Coordinamenti Territoriali per l’Ambiente che operano nei Parchi Nazionali? Forse si salverà il NIRDA, perchè legato alla legge maltrattamenti, così come dovranno continuare i Nuclei Cites, perchè previsti dalla Convenzione di Washington. Sul Nucleo Operativo Antibracconaggio, il buio, invece, è veramente fitto.

E dire che anche l’Italia ha appoggiato la recente risoluzione dell’ONU contro il bracconaggio. Un fenomeno, quello della caccia di frodo, forse più facile da additare se riguardante il leone Cecil, piuttosto che il raro Gatto selvatico che ancora, in qualche maniera, resiste all’azione dei bracconieri italici (tanto per rimanere in tema di felini).

Stupisce, poi, che un Corpo di polizia civile, quale è la Forestale, finisca in un Corpo di polizia militare, quali sono i Carabinieri. Se l’esperienza finora maturata dalla Forestale è associata alle donne ed uomini che l’hanno costituita, dovrebbe essere loro garantito un adeguato passaggio. Il Presidente del Consiglio ci ha però informato di un ruolo diverso da quello dell’Arma dei Carabinieri messo a disposizione dei Forestali che “vorranno mantenere una funzione civile“. Una possibilità che ha disteso un po’ i Sindacati ma che nulla dice sul suo significato. Riguarderà, forse, i Forestali dell’antincendio ed i Vigili del Fuoco? Consideriamo, però, un ipotetico Comandante con una grande esperienza nell’antibracconaggio che, per l’età raggiunta, non gradirà andare a fare l’allievo in una scuola militare. Dove finirà la sua esperienza?

Forse gli saranno già bastati i corsi che ha dovuto frequentare per sapere di formaggi doc, vini dop e prosciutti di suini dal grugnito di capannone italico. Certo, il Dicastero di riferimento e quello delle Politiche Agricole, ma un primo segnale doveva forse arrivare proprio a seguito dell’imposizione dei controlli sull’agroalimentare. Sono avvenuti senza potenziare il personale e garantire quello che almeno nell’immaginario collettivo ha sempre rappresentato il Forestale: il poliziotto della natura.

Siamo in Europa, dove il benessere degli animali va in funzione della difesa delle produzioni. Proprio dalla UE arriva il segnale di modifica delle Direttive Habitat ed Uccelli in funzione dello sviluppo. A chi può interessare il poliziotto della natura? Non interesserà nel momento della sua estinzione anche perchè non era probabilmente lui il “bersaglio” che era stato indicato da Bruxelles a proposito dei troppi corpi di polizia.

Tra i Forestali italiani una prima voce su quanti di loro vorranno transitare nell’Arma, già gira. Si parla di non più di 3000 persone, con buona pace della terra dei fuochi, dei campi antibracconaggio e di altre attività che evidentemente non interessano.

E dire che in un primo tempo veniva dato per certo il passaggio nella Polizia di Stato. Così era sembrato finchè è apparso un comunicato molto polemico di una sigla sindacale seguito, pochi giorni dopo, da uno del Ministro Martina: il Corpo Forestale dello Stato andrà nei Carabinieri. Si è pure detto che questi ultimi non avrebbero visto di buon occhio i loro vicini di casa (i Forestali, come i Carabinieri, sono collocati anche nei piccoli centri, mentre la Polizia di Stato è in buona parte in città) cambiare improvvisamente casacca e ritrovarseli così poliziotti dello Stato con tutte le note rivalità che contraddistinguono i due più grandi corpi di polizia italiana.

Cerchiamo di rimanere con i piedi per terra. Ridotte le polizie italiane da cinque a quattro, poteva reggere un passaggio diverso? Ad esempio: la Polizia di Stato poteva diventare Arma dei Carabinieri, o questi ultimi assorbire la Guardia di Finanza? Ha pensato a tutto la Forestale che probabilmente è stato facile sacrificare perchè debole è oramai il suo principale compito: la difesa dell’ambiente.

La difesa del Corpo Forestale dello Stato, così come della Polizia Provinciale, doveva essere una difesa di principio. Ha un senso vedere l’elicottero del Corpo Forestale dello Stato atterrare sull’isola di Montecristo per monitorare la capra selvatica che, però, non produce e probabilmente, tra chi ignora queste priorità, è in grado di generare pure ilarità.

Siamo certi che l’Arma dei Carabinieri, che già in diverse parti d’Italia interviene in difesa della natura e degli animali, dovendo rispondere ad un input istituzionale, saprà organizzarsi. I Decreti che andranno a disciplinare tutto ciò, devono però ancora essere scritti e dalla politica può veramente arrivare di tutto. Ad esempio la Forestale sembra ormai estinta, ma non ovunque.

Forse il Corpo Forestale dello Stato era un anello troppo piccolo ed è finita come è finita. Talmente debole da essere stata superata dai microfederalismi locali. Per gli inguaribili nostalgici, infatti, sarà sempre possibile vedere nei boschi una divisa molto simile a quella dei Forestali dello Stato. I Decreti dovrebbero arrivare anche per loro ma probabilmente per altro tempo ancora si potranno  osservare in Sardegna, come a Trento, piuttosto che a Bolzano, o in Valle d’Aosta come in Friuli o Sicilia. Il Governo centrale (risparmiando non certo sulla spesa) ha infatti accettato un emendamento molto locale che ha salvato i Forestali delle autonomie. In effetti anche loro sono a tutti gli effetti Corpi di polizia. Al calcolo di Renzi, però, sembra essere sfuggito.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati