coniglio
GEAPRESS – Ha sollevato un putiferio la notizia che l’On.le Michela Vittoria Brambilla avrebbe presentato un Proposta di Legge per vietare la carne di coniglio nell’alimentazione umana.  Molti giornali, hanno poi evidenziato i due anni  di “cella” per chi trasgredisce. Tanto caos per nulla?

Un giornale di Lecco,  fuori dal coro, ha poi riferito come in realtà nessuna Proposta sarebbe stata presentata e che il tutto potrebbe essere ricondotto ad una bufala. Così avrebbero saputo da una stretta collaboratrice della Parlamentare.

In effetti quello che l’On.le Brambilla vorrebbe è il riconoscimento del coniglio come animale d’affezione, precludendo in tal maniera ogni possibilità di macellazione, sia di animali allevati che selvatici. E’ scritto proprio nella Proposta di Legge n.2854, presentata il 30 gennaio scorso alla Camera dei Deputati e riportante il “Riconoscimento dei conigli quali animali di affezione nonché divieto della vendita e del consumo delle loro carni e dell’utilizzazione delle loro pelli e pellicce a fini commerciali“.

Le sanzioni per i trasgressori, sono rappresentate “dalla reclusione da quattro mesi a due anni e con l’ammenda da 1.000 a 5.000 euro per ciascun animale“. Un effetto cumulativo che difficilmente potrà trovare riscontro nell’ordinamento giuridico italiano così come quella “reclusione” che contrasta non poco con “ammenda”. Forse un errore di trascrizione ma la reclusione corrisponde alla detenzione prevista per i reati delitti, mentre l’ammenda è sanzione pecunaria dei reati di contravvenzione . Un delitto, in altri termini, può prevedere reclusione e multa. Una contravvenzione, arresto e ammenda. Cosa è allora il reato “ibrido” trascritto in Parlamento?

Probabilmente, considerata l’esiguità della pena, è un semplice reato di contravvenzione. In carcere, cioè, non va nessuno. Sono gli stessi reati previsti in tema di caccia. Acqua fresca con una goccia di penale. Non solo, sono pure  finiti nel mega calderone dell’impunibilità stabilita dal  Decreto Legislativo del Governo che entrarà in vigore nella giornata di domani.

In realtà il vero pasticcio sono l’enormità di tali proposte che, in genere, rimangono ben salde ai nastri di partenza. E’ nella vita parlamentare di sempre. Montagne di Proposte di Legge (ve ne sono tante anche sui temi animalisti) a volte ben presentate ma che rimangono, putroppo, tali.

I mangiatori di Lagomorfi (e non roditori, come titolato da alcuni giornali) potranno purtroppo stare tranquilli. Difficilmente  sarà vietata la carne di coniglio così come quella degli equini, o togliere gli animali nei circhi, vietare la caccia, gli allevamenti di pellicce o uno dei tantissimi altri temi che riempiono i cassetti parlamentari.

La Redazione