In inverno nevica.
In autunno e in primavera piove.
In estate c’è l’afa.
Sul ghiaccio si scivola.
Nell’acqua si può annegare.
Con l’afa si rischia il collasso.

Ma guarda un po’ le stagioni si alternano, eppure ogni volta che una stagione esprime appieno la sua attitudine è emergenza!
E noi? Tutti (o quasi) a lamentarci.
Siamo diventati un popolo di piagnoni, che affrontano la neve con  gli scarpini da ballo. Eravamo capaci di affrontare emergenze e pericoli, capaci di rimboccarci le maniche e capaci di calzare le scarpe grosse (magari di cartone); un residuo di queste capacità è espresso dalle volontarie, dai volontari che dal resto del mondo guardano con curiosità, come le leggi di ampio respiro e mai applicate.
Chi, poi,  fa il proprio dovere diventa un eroe! Chi ci amministra eccelle in una sola pratica, l’incapacità accompagnata, molto spesso, dallo sport nazionale: il furto.
Alle prossime elezioni, dice una vignetta che impazza sul web, votate Alì Babà così i ladroni saranno solo quaranta; vero, verissimo, ma dove lo troviamo Alì Babà?

Intanto, in attesa dei contributi per le calamità naturali, nello spendere in cementificazioni fondi europei “che altrimenti andrebbero persi!” , stiamo distruggendo tutto.
Se però il male lo facessimo solo a noi, varietà di scimmie dispettose e bisognose di etica (un lupo non conosce l’etica perché non ne ha bisogno), transeat, invece trasciniamo nel delirio di onnipotenza, nella devastazione della Terra, tutti i viventi, asservendoli totalmente.

In questi giorni migliaia e migliaia di animali, prigionieri a vita, perché condannati alla pena capitale, stanno morendo in stalle congelate sommerse dalla neve, irraggiungibili se non a piedi, senza mangimi per gli animali. Ma scherziamo? Una stalla d’inverno non ha scorte di mangimi? Anche quando non nevica erbetta tenera nei campi non c’è n’è! E poi vogliono farci credere che i reclusi a vita degli allevamenti intensivi sono portati al pascolo. Ma se i poveri ergastolani condannati a morte certa, spesso, non sono nemmeno in grado di camminare! Se le stalle sono raggiungibili solo a piedi, ebbene, che si vada a piedi, come fanno i tanti volontari che soccorrono i cani nei canili, senza tornaconto economico che gli allevatori invece hanno.
Tornaconto economico appunto, forse i rimborsi per la calamità naturale sono più allettanti se gli animali muoiono. A pensar male….

Ebbene se l’emergenza neve non permette di accudire, come vogliono farci credere, gli animali delle stalle, una volta raggiunti, che almeno si liberino dalle loro catene. Permettiamo loro di avvicinarsi da soli all’abitato, come stanno facendo  migliaia di selvatici. In Abruzzo i Cervi si sono spinti fino ad Alfedena ed a Villetta Barrea, un Lupo fino al centro di Trasacco.

Elisa D’Alessio
Presidente associazione GeaPress

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