Già essere animalisti è difficile, poi essere animalisti al Sud è molto più difficile.

Oltre al disinteresse della classe politica e della classe dirigente, si aggiunge anche la “disattenzione” verso il sud da parte delle Associazioni animaliste e/o protezioniste.

Eppure quaggiù abbiamo proprio tutto!

Abbiamo i macelli “legali”, i macelli clandestini e quelli casalinghi, gli ippodromi e le corse clandestine dei cavalli, il randagismo ed il business del randagismo. Nel Sud ci sono anche i laboratori di  vivisezione, si pratica diffusamente il bracconaggio.  Sono diffusi gli allevamenti così come i combattimenti tra cani. Abbiamo le spadare e le tonnare. Subiamo  le minacce e le intimidazioni agli attivisti.

Insomma, siamo  terreno di coltura ideale per le  zoomafie,  ed è per questo che dobbiamo vedercela anche con le  mafie,  quelle che sparano – mafia, camorra, ndrangheta, sacra corona unita – e quelle del muro di gomma.

Siamo, insomma, un posto di frontiera: non solo Cristo si è fermato ad Eboli!

Le Associazioni animaliste oggi in Italia dove sono? Dove hanno le loro sedi principali? Dove svolgono la loro indispensabile attività culturale? Perché  ripetono gli errori della politica?

Al Sud non abbiamo bisogno di assistenzialismo, ma di sostegno e cooperazione. Le casse per il mezzogiorno non servono, non sono mai servite, servono investimenti in com/passione,  in sudore, in tempo. Le Associazioni dovrebbero essere presenti laddove il campo è difficile ed è per tutto questo che noi quaggiù ci siamo, ed è  per questo che nasce Geapress (terra…terra).

Elisa D’Alessio
Presidente associazione GeaPress