margherita hack
GEAPRESS – Margherita Hack se ne è andata alle 4,30 di stamani. E’ morta a Trieste città che deve sicuramente molto alla Sua figura.

Su Margherità Hack molto si è scritto e molto si  continuerà a scrivere.

Quando muore una persona così grande, dire qualcosa in Sua memoria più che difficile è quasi impossibile.  Nel Suo caso, disarma la semplicità. La stessa del Suo linguaggio, come quella di sapere raccontare fenomeni complicati, quali quelli astronomici, con parole alla portata di tutti. Una virtù che hanno in pochi.

Ostentare la difficoltà del linguaggio è anche la facilità con la quale a volte ci si  chiude ad un confronto. Margherita Hack non aveva mai costruito barriere e mai aveva occultato le Sue idee, anzi la Sua vita è la dimostrazione dell’esatto contrario. Era la stessa semplicità con la quale aderiva ad un  appello, come  ad esempio recentemente fatto per la  salvezza dei cuccioli di volpe stanati e sbranati dai cani dei cacciatori e così incredibilmente autorizzati da enti pubblici. Lo stesso impulso che l’aveva subito portata ad aderire ad un appello contro il mega acquario che nella sua città d’adozione (Margherita Hack era nata a Firenze il 12 giugno 1922)  si voleva costruire.

In quella occasione, firmando la prefazione ad un dossier dell’ENPA di Trieste, aveva definito “uno stato molto simile alla pazzia“, quello nel quale si rischiava di ridurre un animale nato per il mare, all’interno di una vasca. Per  Margherita Hack era “quello che potrebbe succedere ad una persona innocente che fosse condannata all’ergastolo per un errore giudiziario“.

Era la stessa semplicità ed immediatezza con la quale la Sua sapienza non veniva negata a nessuno. Un esempio cristallino di come il sapere, e perciò la cultura che vale, deve divenire patrimonio di tutti. Un salto senza ostacoli nel paragonare la prigionia di un animale a quella di una persona.

Non aveva mai fatto mistero del suo non credere, ma riferendosi alle esperienze, anche religiose, dei  genitori così Marcherità Hack, nella sua autobiografia,  aveva scritto: ” Di tutto ciò mi è rimasto l’insegnamento alla tolleranza, contro ogni discriminazione in base alla razza, al sesso, alla religione, e il rispetto per ogni essere vivente e quindi il vegetarianesimo. Poiché quando sono nata i miei erano già vegetariani, io non ho mai mangiato carne e non ho compiuto nessun sacrificio di gola, anzi la carne mi ripugna“.

Riposa in pace Margherita Hack, ti vorremo sempre bene.

La Redazione di GeaPress

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati