dudù
GEAPRESS – La recente polemica scatenata da Beppe Grillo a Pavia sul  cane patinato di Berlusconi da inviare alla vivisezione (vedi articolo GeaPress) ha di certo un merito. Il termine vivisezione, era divenuto negli anni oggetto di pesanti ristrutturazioni mediatiche che lo avevano rimodellato in una parola più soft ovvero la “sperimentazione animale”. Questo il primo passo, dal momento in cui chi pratica la vivisezione-sperimentazione animale è poi divenuto un semplice “utilizzatore”, così come stabilito nel Dlgs dello scorso marzo che ha recepito la Direttiva europea di settore.

Da Grillo in poi, sembra però che la “vivisezione” sia tornata ad essere percepita come reale e tremenda, ovvero quello che in effetti è.

Senza entrare nella polemica (da vivisezionare, sempre secondo Grillo, dovrebbe ora essere Berlusconi e non più Dudù) appaiono quantomeno tragicomiche le prese di posizione di alcuni esponenti politici che hanno attaccato  il leader del Movimento Cinque Stelle accusandolo di insensibilità verso gli animali. A volte sembra di vivere di una realtà surreale, scollegata dalla storia, ivi compresa quella recente. Peccato che il centro destra, non meno del centro sinistra, è  responsabile dell’approvazione della Direttiva europea dalla quale discende quella vivisezione da applicare al povero Dudù. Anzi, per dirla tutta, il Governo allora in carica era quello di Berlusconi, ancora senza Dudù.

Forse Dudù può aver portato consiglio? Perchè non crederci? Gli occhi di un cane a volte parlano molto di più di quelli di un uomo. Di certo, se potessero parlare … nel senso della parola … chissà cosa direbbero all’uomo che ha permesso in quella Direttiva  e nel successivo recepimento italiano di uccidere i tanti cuccioli di Dudù (ma anche di gatto e di furetto) con un colpo di percussione in testa.  Ed i Dudù adulti?. La nostra legge sulla “vivisezione” (come per gatti e furetti) consente di poterli uccidere con un colpo a proiettile libero. La particolarità dello sparo (proiettile libero) è presa in prestito dalla  normativa sulla macellazione, dove si distingue tra proiettile “libero” e captivo. In quest’ultimo caso si tratta di proiettile a sei punte metalliche che si spara alla nuca del povero animale, appoggiandovi l’arma. Pistole e fucili “normali” sono invece le armi da utilizzare per i “proiettili liberi”. Nei manuali di macellazione, un buon esempio di uso di proiettile libero è quello adoperato per i fucili calibro 12 uso caccia.

Povero Dudù, non avrebbe scampo dalla vivisezione neanche nel caso di una sua provenienza da allevamenti non autorizzati allo scopo. Contrariamente a talune dichiarazioni circolate, in Italia sarà possibile continuare a sperimentare su cani, gatti e primati (questi ultimi anche se appartenenti a specie in estinzione e provenienti dalla natura). Cani, gatti e primati sono inseriti in un Allegato della legge italiana “vivisezione” e la loro provenienza da allevamenti autorizzati, può essere derogata. Ovvero: cani, gatti e primati possono essere prelevati, dietro autorizzazione ministeriale, anche da allevamenti non autorizzati. In altri termini Dudù con pedigree di perfetto modello sperimentale, oppure no, potrebbe  comunque finire vivisezionato.

La battuta di Grillo è stata infelice e poco serve sottolineare che trattavasi di una metafora. Di certo se non fosse stato per l’appoggio del suo Movimento all’iniziativa europea Stop Vivisection (che quella Direttiva vuole mandarla a casa) sarebbero mancate non poche firme. Forse, addirittura, in maniera determinante.

Dunque, cari esponenti politici, fate bene a tirare le orecchie a Grillo, ma per completare il percorso dite pure che la vivisezione … fa schifo!  Quella Direttiva europea l’ha voluta anche la rappresentanza politica italiana al Parlamento Europeo. E’ quella vivisezione che consente il colpo a percussione in testa per i cuccioli di Dudù, mentre per lo stesso povero barboncino potrebbe essere disponibile una fucilata calibro 12.

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