capriolo
GEAPRESS – Entra in vigore oggi il Decreto Legislativo n. 28 del 16 marzo 2015, recante “Disposizioni in materia di non punibilita’ per particolare tenuita’ del fatto” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 18 marzo scorso.

Come è noto rimarranno impuniti i reati che prevedono una pena detentiva fino a cinque anni. In altri termini sono considerati tali quelli ove “l’offesa” puo’ essere ritenuta di particolare tenuità. Si tratta della più ovvia dimostrazione che i reati sui maltrattamenti di animali e in danno alla fauna selvatica, sono già reati tenui, al di là di roboanti dichiarazioni ed improbabili annunci di carcere (almeno per i reati che riguardano gli animali).

Ad ogni modo il decreto del Governo esclude  l’ipotesi di impunibilità “quando l’autore  ha  agito  per  motivi  abietti  o futili, o con crudelta’, anche in danno di animali,  o  ha  adoperato sevizie o, ancora, ha profittato delle condizioni di minorata  difesa della vittima, anche in  riferimento  all’eta’  della  stessa  ovvero quando la condotta ha  cagionato  o  da  essa  sono  derivate,  quali conseguenze non volute, la morte  o  le  lesioni  gravissime  di  una persona“.

Nessun cenno, invece, al “senza necessità”, che caratterizzava in forma alternativa al “con crudeltà,  l’applicazione dei reati di maltrattamento ed uccisione di animali. Perchè il Governo non ha considerato la prima ipotesi? Eppure una  Proposta di Legge presentata nella giornata di ieri in casa animalista e che dovrebbe inasprire i reati in danno degli animali, considera per l’inasprimento delle pene “l’uccisione di animali senza necessità”. Così stava scritto nel comunicato diffuso.

Comunque vada, il Decreto del Governo, complicherà di certo la vita all’applicazione del reato. In Italia, tutto è suscettibile di interpretazione. Valga l’esempio dell’incuria. Basta rileggere i tomi che annunciavano, dopo l’approvazione della legge 189/04 (maltrattamento di animali) la sua sicura inclusione nelle ipotesi di maltrattamento. Ed invece la Giurisprudenza maturata, dovendo interpretare proprio la Legge 189/04, ha relegato l’incuria all’interno del debole articolo 727 del Codice Penale. Un reato di contravvenzione (acqua fresca con un goccia di penale).

Come non rilevare che proprio i reati di contravvenzione, considerata l’esiguità della pena, rappresentano le prime vittime del Decreto del Governo?

Tra di loro vi sono tutti i reati venatori e quelli Cites. Certo, ci si potrà opporre all’impunibilità se così vorrà la persona offesa, ma chi è tale entità quando ad essere “offeso” è un animale? Potrebbero essere le associazioni, ma queste dovranno affrontare spese legali, oltre al fatto che è estremamente improbabile riuscire a seguire tutte le denunce che ogni giorno vengono presentate in Italia e di certo non solo dalle associazioni. Chi, ad esempio, andrà ad opporsi alle impunibilità nei confronti dei bracconieri che ogni anno, a decine, vengono denunciati dal Corpo Forestale dello Stato nelle vallate del bresciano? Chi andrà a seguire lo stillicidio di denunce per l’importazione illecita di Tartarughe ed altra fauna esotica che vengono contestate dagli Uffici delle Dogane in collaborazione con i Servizi Cites del Corpo Forestale dello Stato?

Dispiace, ancora una volta, che nella stessa Proposta di Legge presentata in queste ore con un gran chiasso in casa ambientalista ed animalista, siano state altresì previste pene in danno della fauna selvatica che sono, però, di gran lunga inferiori all’attuale soglia di punibilità (reati  tenui) e per questo già inclusi nel colpo di spugna del Governo.

In sostanza  chi cattura, detiene o uccide esemplari di specie selvatiche protette, potrebbe essere  punito, bene che vada, con la reclusione tra 4 mesi e mezzo a 27 mesi. Troppo bassa (anche se le ipotesi vengono fatte rientrare tra i reati-delitti) per non incappare nella già esistente soglia di punibilità, oltre che nel Decreto Legislativo del Governo, il cui limite si ricorda essere di cinque anni. Pene che peraltro la stessa Proposta di Legge, riduce quando “l’azione riguardi una quantità trascurabile di tali esemplari e abbia un impatto trascurabile sullo stato di conservazione delle specie“.

Se questi sono i presupposti, figuriamoci cosa accadrà quando la Proposta entrerà nelle maglie delle discussioni di Commissione. Emendamenti ed Ordini del Giorno, saranno pronti a ridurre le già effimere proposte, come  successo alla cosiddetta legge cuccioli approvata ormai alcuni anni addietro e che dovrebbe sanzionare in maniera decisa il traffico di cagnolini dall’est Europa.

E’ la stessa fine che ha fatto la Legge contro i maltrattamenti, ovvero la 189/04, con l’eliminazione delle condotte colpose (negligenza e ignoranza) e il mantenimento solo di quelle dolose (volontà di uccidere o maltrattare).  Basta considerare la principale strategia difensiva che viene messa in atto da chi ritenuto responsabile di avere gettato un cane vivo nell’immondizia o averlo sepolto. E’ successo, in Italia, in più casi e pure di recente. Tutti hanno sostenuto di aver creduto morto il cane. Rischiano solo una sanzione amministrativa per l’illecito smaltimento, ma di certo non il maltrattamento di animali. Dal penale, cioè, escono subito. Sono impunibili.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati