forestale armi
GEAPRESS – Giornata storica per il Corpo Forestale dello Stato, con i propri sindacati e lo stesso personale, sceso in piazza per dire no all’estinzione del Corpo o, come dice il Governo, alla riforma delle Forze di Polizia. Riforma che dovrebbe portare ad inglobare il Corpo Forestale  nella Polizia di Stato. Rimane invece aperta la questione, di certo non marginale, della fine delle competenze.

Dispiace, per la storia del Corpo e per quello che la Forestale  rappresenta nell’immaginario collettivo: in molti li vedono come  “i poliziotti che difendono la natura”. Il Governo sembra però apprezzare molto  l’essere “poliziotto”. Meno chiaro, invece, chi difenderà la natura.

A concludere la giornata di oggi, dove i Forestali sono stati circondati da ambientalisti ed animalisti mentre manifestavano sotto le sedi di Camera e Senato, è arrivato il comunicato del Ministro Maurizio Martina, ossia colui che presiede il Dicastero dal quale dipende la Forestale.

Poco dopo le 18.00 parte la nota con le dichiarazioni del Ministro.

Un linguaggio forse un po’ essenziale e di etichetta ma dove sembra che il lavoro finora svolto dal Corpo Forestale non andrà perduto. “La riforma della Pubblica Amministrazione e la riorganizzazione delle Forze di Polizia – attacca il Ministro Martina – rappresentano una opportunità per valorizzare ancora meglio l’esperienza degli uomini e delle donne del Corpo forestale dello Stato che si impegnano ogni giorno su tutto il territorio nazionale e sono una risorsa di competenze di altissimo valore per l’Italia, a tutela del nostro patrimonio ambientale e agroalimentare.

Il Ministro cita così “i risultati ottenuti sul versante delle attività di controllo” (parlano chiaro, dice il Ministro) tra i quali l’impegno nella lotta  alla Xylella in Puglia e le operazioni di messa in sicurezza dei territori delle province di Caserta e Napoli.

Il dovere del Governo – ha aggiunto il Ministro Martina – è oggi quello di potenziare queste esperienze, a garanzia innanzitutto delle risorse ambientali e agroalimentari della nazione con strumenti sempre più efficaci“.

Cosa succederà, dunque, nelle prossime settimane?
Abbiamo qualche indiscrezione sulle funzioni (varie, soprattutto dopo le specializzazioni  sull’agroalimentare e le più recenti “iniezioni” di ordine pubblico)? Come avverrà poi questo accorpare/inglobare/fondere (?) nella Polizia di Stato?

Nulla viene ancora specificato ma di certo si tratta di un “passaggio”. E’ questo il termine utilizzato da Martina sulla probabile fine (almeno dal punto di vista della denominazione) del Corpo Forestale dello Stato.

Nelle prossime settimane – conclude il Ministro – si renderà sempre più evidente che questo passaggio offre una opportunità rilevante nel segno del riconoscimento delle professionalità, del rinnovato presidio territoriale, dell’efficacia nell’azione a tutela del patrimonio naturale del Paese.”

La fine del comunicato appare finanche bella, se non fosse per quel vago sapore di vuoto che sa quasi di voluta incompletezza. Ad ogni modo sa di bello, sentire parlare di difesa del patrimonio naturale, rinnovato presidio territoriale e riconoscimento delle professionalità. Peccato che  nessuno abbia ancora spiegato come tutto questo accadrà.

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