Circo con animali: come i Comuni (non) possono evitarlo
È di queste ore la polemica scatenata dal Sindaco di Matera sul divieto di detenere animali nei circhi (vedi articolo GeaPress). Lui non li vuole (così almeno dice) e si becca l’ira furente dalla corazzata del circo italiano. Si, perché il Sindaco Adduce, Senatore della Repubblica, ha espresso il suo pensiero quando a Matera stava per arrivare l’insegna del Moira Orfei (con tanto di legittima proprietaria).
Adduce ha dovuto subire la decisione della Commissione Pubblico Spettacolo: ok al circo. In realtà, però, la questione va ricondotta alla mancanza di una norma che ne vieti l’attendamento. Più o meno contemporaneamente, questa volta dalla Sicilia, arrivava la notizia di un’altro circo che era costretto a levare le tende dal territorio comunale di Erice (TP). L’iperscoppiettante attività del coordinatore siciliano del Partito Animalista Europeo, Enrico Rizzi, (molto noto negli ambienti animalisti) dava il suo contributo alla decisione presa dal Sindaco ed altre autorità cittadine e di Polizia. Il circo deve andare via, il terreno è molto piccolo e non è possibile garantire per questo il benessere degli animali e la sicurezza delle persone.
I circensi, però, hanno ragione. Non sul principio di detenere gli animali, ma sul fatto che un Sindaco non possa impedire l’attendamento. Parrebbe, a questo proposito, che Moira Orfei abbia detto al Sindaco di Matera che se non li vuole in città, prima deve diventare Presidente del Consiglio. L’Orfei, tutto sommato, ha ben sintetizzato il concetto ed il motivo è semplice.
Poco meno di venti anni addietro alcune Amministrazioni comunali, sulla spinta di campagne animaliste, hanno iniziato a promuovere Ordinanze (in alcuni casi divenute parte di Regolamenti) che vietavano il circo con gli animali. Si ebbe, in effetti, un discreto successo a dimostrazione di una sensibilità molto diffusa. I circensi, ovviamente, non stavano a guardare ed iniziarono a promuovere ricorsi al TAR un po’ ovunque. Unica eccezione, le piccole piazze e quelle (come Campobasso) dove da sempre il circo attenda in un Comune limitrofo. Purtroppo, oltre al sostanziale disinteresse degli Uffici legali dei Comuni, si aggiunse la mancata presenza, in quasi tutti i casi, della costituzioni ad aiuvantum delle Associazioni, probabilmente legittimate a poterlo fare.
Cosa succede a questo punto? Il TAR, agisce in due diversi momenti. Il primo è quello dell’ordinanza di sospensiva, ovvero, riconosciuto il paventato danno economico, sospende il provvedimento del Comune. Il secondo momento è quello della decisione di merito: esaminato il caso decidono se il ricorrente (nel nostro caso il circo) ha ragione oppure no.
In genere, nel caso di mancanza di un riferimento normativo certo (la possibilità per legge di vietare l’attendamento del Circo con animali) l’emanazione dell’ordinanza di sospensiva è pressoché automatica. Proprio sulla legge, e sue interpretazioni giurisprudenziali, si è giocato tutto il pasticcio.
I circensi, infatti, hanno richiamato, nella disputa al TAR, la legge di settore (risalente al 1968) che nulla dice sugli animali. All’art. 1, però, riconosce ai circhi una “funzione sociale”, e all’art. 9 obbliga i Comuni a concedergli uno spazio. Ciò non toglie che essendo il 1968 un anno dove in Italia era ancora reato divorziare, la sensibilità dei cittadini poteva essere molto diversa dall’attuale. In definitiva, al giorno d’oggi, un Sindaco, pur non avendo nulla contro il circo, potrebbe farsi portavoce di una istanza dei propri cittadini vietando alcuni tipi di spettacoli. Nel 1968, sarebbe stato impensabile.
Purtroppo nei TAR non vi fu grande battaglia. I circensi erano sempre presenti ed iniziarono a produrre una giurisprudenza (ovvero le precedenti specifiche sentenze) che sostanzialmente, specie all’inizio, richiamavano le altre ordinanze di sospensiva. Una specie di circolo vizioso ma legittimo. Più ne venivano sospese, più si arricchiva il bagaglio al quale fare riferimento per sospendere le successive.
In tal maniera, senza sostanziale opposizione, si produssero anche le sentenze di merito. In definitiva in Italia c’è una legge che obbliga i Comuni a concedere uno spazio ai circhi e nessuna che ne vieti la detenzione degli animali. Può non piacere ma questo è quanto è stato ribadito.
La mancanza di opposizione è dimostrata dal fatto che non vi sono ricorsi al Consiglio di Stato, l’organo di appello alle sentenze del TAR. In tutti i casi, tranne uno, ma qui le cose stanno in maniera diversa. A Modena, infatti, il Circo di Moira Orfei minacciò di marciare sulla città emiliana, ma la buona Ordinanza voluta dall’allora Assessore Mauro Tesauro ha retto non solo a ben due ricorsi al TAR ma addirittura al Consiglio di Stato, al quale i circensi, questa volta perdenti, fecero subito ricorso.
L’Ordinanza non vietava il circo con gli animali, ma faceva proprie talune disposizioni emanate dal Ministero dell’Ambiente sul corretto mantenimento degli animali nei circhi. Sono di fatto linee guida emanate ai sensi di una legge, la 150/92 sui reati relativi alla Convenzione di Washington, purtroppo negli anni più volte riviste in favore dei circhi. La città di Modena era rimasta, cioè, nell’ambito di un riferimento regolamentare emanato in funzione di una legge. Non era andata oltre, ed ha vinto per volontà di Tesauro che ha seguito il provvedimento passo passo.
Oggi, per vietare in città il circo con gli animali, occorre una legge che consenta ai Comuni di potere emanare specifico provvedimento.
In Italia questa proposta c’era ma purtroppo gli animalisti non si sono neanche accorti della sua cancellazione in Parlamento.
Pertanto, allo stato, quando Moira Orfei dice al Sindaco di Matera di fare il Presidente del Consiglio, ha ragione. Basta Ordinanze di divieto totale, dunque. Fino ad ora più se ne sono fatte e peggio è stato. Si è alimentato sempre più un mulino avvelenato dai cavilli giuridici. Non riconoscere questa vittoria circense, tanto seguita dal pluridecennale Presidente dell’Ente Nazionali Circhi, Egidio Palmiri, significa peggiorare le cose. Occorre subito una legge, magari imparando a seguirla, che preveda per i Comuni la possibilità di vietare spettacoli circensi con animali. Il motivo è semplice e lineare: dal 1968 la sensibilità degli italiani è cambiata e oggi c’è anche il divorzio. Si consenta di poterlo fare anche agli animali dei circhi.
Giovanni Guadagna
Redazione GeaPress









NESSUNO PUO’ FARE I SOLDI CON ALTRE CREATURE….E CHIEDIAMO ANCHE IL DIVIETO ASSOLUTO DI POTER METTERE UN’ETICHETTA CON UN PREZZO SOPRA UNA VITA,NESSUN ANIMALE IN VENDITA A NCHE DA PARTE DI PRIVATI,I NEGOZI CHE VENDONO ANIMALI ,GLI ALLEVAMENTI,CON SCOPO DI LUCRO DEVONO CESSARE …QUESTO DEVE FARE IL PARLAMENTO SVAGLIARSI ED ASCOLTARE IL VOLERE DEL POPOLO…BASTA ANIMALI IN VENDITA ,BASTA BRACCONAGGIO,BASTA CACCIA,BASTA CIRCHI E ZOO….CHE SI METTANO LORO IN GABBIA MALEDIZIONE!!!
Basterebbe che la gente li boicottasse..e non portasse i piccoli umani a vedere lo spettacolo della sofferenza e della schiavitù ,dando un messaggio educativo distorto e vergognoso ! Finchè la gente ci andrà certi ”spettacoli” (????) avranno modo di esistere…Anche perchè poi i poveri animali maltrattati-su questo ormai ci sono prove filmate-se i circhi chiudono dove li mettono ? Negli zoo,forse…e anche lì non è vita ..
Basta con gli animali maltrattati dei CIRCHI,non vogliamo piu’ vedere tanta gratuita sofferenza,mi auguro che le nuove generazioni cambino e non vadano piu’ a veder questi orrendi spettacoli!!Un Comune civile non deve ospitare queste carovane di sofferenza..ormai dovrebbe essere scontato!!
ragazzi non intendo entrare nel merito, però lasciatemi dire che il sindaco della mia città è assolutamente incoerente…..perchè non venite a vedere la cavalcata della festa del 2 lugio a matera.
ci sono circa 80 cavali tuta la giornata sotto il sole con la schiuma alla bocca…….com’è che il sindaco non dice nulla?
Anto, ma se è il sindaco della tua città perchè non lo contatti, meglio se di persona, e non gli fai presente la cosa? Ciao.
frenz,
sono 600 anni che la festa si fa così……………..il sindaco lo sa benissimo e non occorre che vada a farglielo presente.
penso che per lui dovrebbero essere prioritari altri argomenti.
la cità è in totale disfcimento. crisi occupazionale serissima (non c’è più lo straccio di una industria), netezza urbana inesistente………e lui pensa agli animali del circo!!!!!
Ah, be’ ho capito: quindi il fatto dei cavalli della festa del 2 luglio -sotto al sole e con la schiuma alla bocca- non serviva per dire che il sindaco si dovrebbe occupare ANCHE di quelli, ma piuttosto per dire che il sindaco non si dovrebbe occupare nè di quelli nè degli animali del circo. Come sempre la storia delle ‘priorità’ serve per coprire certe vergogne.
@antonio tutto quello che hai scritto e’ vero ma e’ l’uomo che e’ creato un totale disfacimento,non gli animali.il problema circo e’ redditizio quindi perche’ eliminarlo…..
io avevo gia scritto tanto tempo fa che il comune purtroppo non puo vietare i circhi con animali ma il mio commento non e mai stato pubblicato. il circo e considerato evento culturale dallo stato che da anche grossi contributi a occhi chiusi ai circhi. avevo scritto tempo fa al presidente della repubblica ma mi ha risposto che la camera non puo intervenire
non intendo assolutamente moderare quello che è il mio pensiero, su chi lucra con le sofferenze dei poveri animali indifesi!!!!!!! Ma quello che mi fa più rabbia sono la gente che, , nonostante tutto, ancora paga per vedere certi numeri!!!!!!! Ma che meschini.!!!!!!! E pensare che ci portano i bambini ignari di tutto !!!!!!!!!!!!
ciao tilde.oggi sono molto contenta,sai perche’?sono andata, a un presidio all’esterno dell’ennesimo circo, della mia citta’.verissimo, sono ancora tanti i genitori che portono i figli,ma oggi ho visto una scena stupenda!!una bellissima famiglia di colore,papa’,mamma, e tre piccoletti stavano entrando,e hanno gentilmente preso un opuscolo informativo posatogli da una attivista.tempo 5 minuti e hanno rinunciato a vedere in diretta l’umiliazione di questi poveri animali.il minimo che abbiamo potuto fare e’ applaudirgli e dirgli che erano tosti.tilde non smettiamo mai di informare le persone,se fosse anche solo una su dieci che dice io non ci sto’ piu’,e’ gia’ un bel ruisultato.