Chiuso Cicerale (fotogallery)
Una vittoria tutta al femminile.
Ciceralensis. Oasi San Leo. Nomi bucolici per un lager, che è stato finalmente chiuso. Dopo 14 anni di denunce, dopo 21 anni di angherie. Sui cani.
Avvicinarsi al canile, dal praticello d’ingresso ben tenuto, col monumento del cane Ciotola, faceva pensare a quelle colonne sonore dei film horror: una musichetta per bambini, una nenia melodiosa, per un serial killer in azione.
Tante Associazioni sul campo, che si sono passate il testimonial della denuncia, che negli anni hanno gridato l’orrore che si consumava in quei recinti, tanto simili ai campi di concentramento nazisti.
Migliaia i cani che hanno consumato la loro vita in quei luoghi. Tante le coperture istituzionali, che hanno permesso il compimento dell’ingiustizia a danno dei cani per il profitto dell’affarista di turno. Sì, di turno, perchè di “ciceralensis” in Italia ce ne sono tanti, troppi.
A fianco dei cani, vilipesi, maltrattati, affamati, catturati in luoghi lontani e portati in un eremo irraggiungibile ed invisitabile, animalisti di tutta Italia, ma soprattutto donne, che hanno firmato in tempi diversi denunce ed articoli appassionati, interrogazioni parlamentari e finalmente azioni governative efficaci.
Scriveva Elisa (D’Alessio), allora della LAV, nel Rapporto Business Randagismo del 22 giugno 1997 “Estate 1997, cosa è cambiato a sei anni dalla 281/91? …. Campania: Pluridenunciato, ed una volta anche chiuso dai NAS, il Canile Ciceralensis, Ditta di tale Mauro Cafasso e situato alla contrada San Leo, è una struttura mista cani-allevamento di cinghiali. Il titolare usa un furgoncino intestato alla USL n° 60-Agropoli (SA) non autorizzato. Ha convenzioni con diversi comuni del salernitano, ma si spinge fino in Calabria. Molte convenzioni sono una tantum (sic!), ovvero il Comune paga per il prelievo dei randagi, ma non fornisce fondi per il mantenimento: che fine hanno i cani?”
Raccoglieva il testimone Annamaria (Procacci), prima firmataria della L.Q. 281/91, che presentava immediatamente una interrogazione parlamentare. Era il tempo dei fax, delle lettere scritte a mano o macchina, che sommergevano gli amministratori, totalmente sordi agli appelli in favore dei poveri reclusi. Intanto il Cafasso continuava indisturbato nel suo business.
Ne parlava Stella (Pende) nel suo reportage-inchiesta “I bastardi stanno fuori” del marzo 2005, su Panorama.
Giugno del 2006, la denuncia è di Angela (Luongo), con una appassionata relazione ci fa sapere che manca un girone all’inferno dantesco: il canile di Cicerale. “Padrone assoluto di duemila essere viventi, da Dio creati a sua immagine e somiglianza come tutto ciò che esiste sul pianeta terra, e dal Cafasso incarcerati, denudati, seviziati, costretti a perdere la propria identità di animali, parti integranti dell’universo, compagni fedeli per l’eternità.” Ci racconta Angela. “Per raggiungere questo girone infernale ho impiegato due ore di viaggio, un tornante dopo l’altro, come sulle montagne russe, mi sono inerpicata sulle colline che a strapiombo cadono sulla costa cilentana, un’ altro mondo, ai confini della realtà, recintata da teloni neri che nascondono l’orrore, ecco l’oasi di ciotola, il rifugio di Cicerale, chilometri quadrati di bosco trasformati in forni crematori d’estate e pozzanghere argillose d’inverno, anche il prato verde ha smesso di esistere, si è consumato ed estinto a causa dello strofinio con la cute di centinaia-migliaia di cani transitati in quell’incubo, non un abbaio ma un boato di latrati proveniva da tutta la collina, una stradina che scendeva tortuosa mi portava all’ingresso del gulag.”
“Bello l’ingresso, alberato con viottoli piastrellati in pietraviva…” continua Angela “…quadrati irregolari scoscesi in cui uno, due, cinque, dieci, venti, trenta cani, maschi con femmine, alcune gravide, cuccioli con adulti, piccole taglie con cagnoni enormi, scheletrici, sporchi, peli ammassati, sguardi assenti, bava alla bocca, terrore gerarchico negli occhi, abbandonati alla morte in angoli, crepacci o in quel che restava di cucce in cemento affossate nella terra maleodorante, monchi, inebetiti, cani abbandonati dall’uomo ma in questa circostanza anche da Dio. L’area di calpestio dei recinti aveva, nella sua totalità, una pendenza dell’80%,…. un Veterinario dell’ASL competente per territorio giustificava l’alto tasso di mortalità nella struttura dovuto a decessi per arresto cardiocircolatorio.”
Arrivano anche le Memorie di Cicerale da Gilda (Fucci), “La sezione dalla Lega di San Giorgio del Sannio, segue da tempi non sospetti, ovvero da quando Emilio Nessi dovendo sistemare i cani del Comune di Napoli ai tempi ‘ospiti’ dello zoo , pensò bene di collocarli a Cicerale. Ancora oggi all’ingresso del canile si erge un monumento in onore del cane Ciotola, dove in epigrafe si legge : qui il cane Ciotola ha trovato casa! Purtroppo per un brevissimo periodo, Ciotola morì dissanguato pochi giorni dopo a causa dei morsi di altri cani, liberandosi così dall’inferno di Cicerale.”
Il disinteresse degli amministratori era palese, le denunce regolarmente archiviate, la ASL SA3 esprimeva solo pareri positivi sul canile. I NAS, più volte entrati nella struttura, avevano predisposto un sequestro amministrativo. 97 comuni convenzionati col canile, almeno 1200 cani morti ogni anno, 5 persone per accudire 1500 cani; per anni, decenni era tutto a posto!
Nel 2006 un nutrito gruppo di Associazioni, Aipa, Una, Lega del Cane, Associazione Mi Fido, Associazione Zoofila Sanseverivese, Coordinamento Animalista salernitano, fanno partire una petizione che raccoglie 15mila firme. Descrivono la situazione del canile di Cicerale: “E’ dal 1980 che il canile Oasi San Leo ‘Canile Ciceralensis’ costruito in Contrada San Leo (SA), sulle montagne di Cicerale del Cilento, vicino Agropoli continua a far mobilitare le associazioni animaliste di tutta Italia. Gli animalisti conoscono e denunciano il posto. Isolato sulle montagne, irraggiungibile. Conoscono e denunciano come si comportano le amministrazioni locali. I cani vengono raccolti nei comuni della Provincia di Salerno e di Avellino quasi sempre da personale non idoneo e non autorizzato. Non sono mai microchippati al momento dell?uscita dal comune di appartenenza, come richiesto dalla legge. Sono registrati con descrizione sommaria, trasportati in un furgone non idoneo e spesso insieme a corpi di cani morti. Portati in una struttura che somiglia ad un girone dell?Inferno dantesco, da dove ne escono solo sotto forma di polvere e cenere dai forni crematori. I comuni pagano spesso solo un fisso annuale semplicemente per la raccolta dei cani randagi (anche se docili, mansueti ed accuditi da qualche persona generosa) e non effettuano mai controlli sul posto, il che la dice lunga sul fatto che non c’e’ alcuna possibilità che i cani vengano accuditi in questo lager. E’ l’orrore degli orrori. Pagato con soldi pubblici.”
Ci fu una interrogazione parlamentare, On. Villari de La Margherita, che chiedeva accertamenti ministeriali sulla condizione dei 2000 cani detenuti.
Nel 2008 inizia un’azione di pressing dell’Associazione Chiliamacisegua sul Ministero della Salute per risolvere il caso Cicerale, grazie a Rosanna (Marani) e Corinna (Andreatta), accompagnate dalle brillanti inchieste di Stefania (Piazzo) pubblicate su La Padania.
Finalmente il 16 dicembre 2008 il canile viene sequestrato, il provvedimento è eseguito da NAS e Carabinieri, assieme ai veterinari della ASL SA3, su disposizione della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Qualche giorno prima c’era stato il sequestro amministrativo di una parte del canile; intanto il video girato da Striscia la Notizia veniva acquisito come elemento di indagine.
Ancora una donna a fare la differenza, Francesca (Martini), che da Sottosegretario vuole (e può) chiudere il canile di Cicerale. L’ispezione ministeriale del 2009 smentisce una buona volta i “buoni” rapporti delle ASL locali: al canile non va tutto bene. Forse le morti non sono dovute ad arresti cardiocircolatori!
Ma, questa volta, la sua parte la fa anche il Sindaco, il Cafasso non ha più l’autorizzazione a detenere i cani, lo dice l’Ordinanza sindacale n°18 del 25 maggio 2009.
Dopo anni un Sindaco avoca a sé la tutela ed il benessere degli animali presenti sul proprio territorio (art. 3 DPR 31 marzo 1979).
Questa storia si chiude con Cafasso rinviato a giudizio per maltrattamento di animali, dopo venti anni, con il Ministero della Salute e diverse Associazioni che si sono costituite parte civile e con gli ultimi 9 cani ancora reclusi, finalmente liberati.
Ieri mattina lo sgombero finale condotto dalla Task Force del Ministero della Salute con i Carabinieri del NAS di Salerno. Rosalba (Matassa), Laura (Rossi), Stefania (Piazzo), Gilda (Fucci) e la piccola segugia Marta (nella foto con Stefania Piazzo e la dott.ssa Matassa), sono state proprio le ultime a lasciare il canile.
Camilla De Sanctis
Redazione GeaPress
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Complimenti e un grazie infinito a tutti coloro che hanno fatto kiudere questo lager e salvato queste povere bestiole innocenti e indifese.
che bella notizia, complimenti a tutte/i
Ringrazio tutti,tutti coloro che hanno contribuito a fermare la strage:l’On.le Francesca Martini che fortemente ha voluto, quale punta di un icesberg ,la fine di uno dei tanti canili-lager;il Mistero della Salute,dott.G.Ferri e R. Matassa; il Comandante Generale NAS ,Gen. Cosimo Piccinno,il Comando NAS di Salerno;la Provincia di Salerno,Ufficio Diritti Animali Dirigente Dott.Ranesi;le Associazioni:le sigle nazionali,LAV,ENPA;Animalsasia Foundation,Chiliamacisegua,OIPA ,Canili Lazio,Lamento Rumeno e tutte le Associazioni che hanno dato un segno forte adottando i cani di Cicerale;la Lega Nazionale per la Difesa del Cane che sta continuando a combattre, con l’Ufficio Legale ,nelle aule del Tribunale di Vallo della Lucania e di Salerno;tutte le Sezione della L.N.D.C. che hanno adottato i cani(150 e gli ultini 23 presi dalla Sezione di Saleno e da quella di Milano);il Coordinamento Regionale:L.N.D.C. S.Giorgio Sannio,A.I.P.A-Atripalda,Angela Luongo,Associazione Zoofila Salernitana,Stefania Siano,U.N.A. Pontecagnano,Alfonso Longo;U.N.A. Reg.,Eugenio Iennaco;Striscia la Notizia,Edoardo Stoppa;la Redazione de La Padania;infine ,la “primissima” combattiva e tenace giornalista Stefania Piazzo la quale si è sostituita alle Istituzioni inefficienti ed inadempineti per salvare le migliaia di cani e stabilire la legalità.Ora inizia la fase più delicata di controllo affinchè non entrino altri cani ;di vigilanza sull’inceneritore;di sospensione dell’attività di accalappiamento sul territorio come da convenzione con l’ASL SA.
grazie ragazze.
siete GRANDI.
Stoppa ha cominciato con Cicerale , subito dopo ,vi ricordate, i camini dei forni hanno cominciato a fumare , ininterrottamente, siccome avevano chiesto a me da dove cominciare , pensai di avere tutti quei cani sulla coscienza, ma di li a p…oco capii che L’ UNICA STRADA ERA DENUNCIARE TUTTI I CAFASSO D’ ITALIA , e che per vincere questo orrore le vittime sarebbero state centinaia ,come tutte le volte che nella storia i prevaricati hanno lottato contro i prevaricatori, questa è la storia , crudele. ma ci insegna che possiamo cambiare le cose , basta volerlo, basta impegnarsi, OGGI CADE UN SIMBOLO , oggi nessuno mai dovrà più dire che…” TANTO è INUTILE, LE COSE NON CAMBIERANNO MAI “……GRAZIE A TUTTI VOI …con il nostro amore cambieremo il mondo, GRAZIE DI CUORE.
Roberta Scabello
A.P.D.A Torino
un grazie e la mia stima per tutte le persone straordinare che hanno reso possibile la chiusura di questo lagher
Dopo Rieti, Cicerale: forse il mondo può cambiare. Garzie a tutti!!!
Grazie a tutte le persone che hanno fatto tanto x arrivare alla chiusura del lager di Cicireale.
L’Associazione Zoofila Salernitana è profondamente grata a tutti coloro che hanno fatto del canile di Cicerale il simbolo dei canili lager del nostro paese e hanno, con ostinata e costante perseveranza combattuto per farlo chiudere e far rinviare a giudizio il proprietario.
Siamo particolarmente riconoscenti all’On. Francesca Martini, a tutto lo Staff Ministeriale, alla Procura di Vallo della Lucania e alla Provincia di Salerno, che hanno consentito ai volontari della nostra Associazione di operare all’interno del Canile durante i primi sei mesi del sequestro, e di produrre una dettagliata e puntuale documentazione dello stato dei cani e della gestione del canile. Questo insieme ai volontari dell’UNA, di altre Associazioni e con la collaborazione anche dei volontari del WWF, coinvolti nei momenti più critici in cui c’è stato bisogno di essere letteralmente protetti da aggressioni fisiche e verbali.
La LNDC, con il suo Presidente e Vice Presidente e i volontari delle Sezioni di San Giorgio del Sannio e di Salerno, ha non solo dato un preziosissimo contributo per l’affidamento dei cani del canile, essendo in assoluto l’Associazione che ha prelevato più cani da Cicerale, ma ha sempre tenacemente lottato al fianco del Ministero e delle altre Associazioni per ottenere la chiusura e lo sgombero del canile.
Naturalmente grazie a Stefania Piazzo, l’unica giornalista che abbia davvero condotto con coraggio e sagacia inchieste su Cicerale e su altri canili lager italiani: il suo sostegno mediatico è stato di enorme importanza, soprattutto per i volontari che hanno operato nel canile, nel fango e nel letame, vedendo cose irripetibili, inevitabilmente colti in alcuni momenti da profondo sgomento E’ stato davvero bello per tutti noi che Stefania fosse presente in occasione del prelevamento degli ultimi nove cani presenti nel struttura!
Voglio ringraziare in modo speciale tutti i volontari delle Associazioni che si sono impegnati incessantemente dal giorno del sequestro fino ad oggi, e che continueranno a lavorare ogni giorno, in silenzio, senza clamori….
Per ultimi, ma non ultimi, ringrazio gli amici che hanno lavorato dietro le quinte, anche loro senza clamori: senza le loro capacità molti risultati non sarebbero stati raggiunti.
La lotta comunque non è finita: continua in tribunale e nell’impedire ai Cafasso di continuare la propria attività, in altre forme, in altri luoghi.
Buon lavoro a tutti!
ragazzi mi fa solo piacere che finalmente quell’inferno è finito…………….io ho un cane di cicerale bellissima