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GEAPRESS – Che fine hanno fatto le attività antibracconaggio in Italia? Ormai da diverse settimane gli interventi di repressione sono, se non  proprio scomparsi, quasi ridotti al lumicino.

E dire che in questo periodo si incrementa l’attività degli uccellatori; basta un piccolo punto d’acqua per attirare nella rete i piccoli volatili assetati. Vi sono poi le aree critiche, dove l’uccellagione è attiva tutto l’anno, come nelle vallate del bresciano come in alcune province venete. Nessuna notizia da altri fronti caldi, come i cacciatori di frodo del delta del Po, per non parlare della Calabria e della Sicilia.

Dunque, chi segue l’antibracconaggio in Italia? Anzi, chi seguirà l’antibracconaggio in Italia?.

La Polizia Provinciale dovrebbe finire smembrata tra varie Polizie Municipali; sparsa qua e là in funzione dei vuoti di organico e con la sola eccezione di chi avrà  la fortuna di essere inglobato nelle Polizie delle Città Metropolitane. Di certo uno smembramento che parcellizzerà le esperienze maturate in diverse parti d’Italia.

Il Corpo Forestale dello Stato, forse futuri Poliziotti dello Stato (come aveva fatto intendere Renzi) o militari dell’Arma dei Carabinieri (come ha fatto intendere il Ministro Martina) non comunicano più come una volta gli interventi antibracconaggio. Anzi, a dire il vero,  sembrano quasi del tutto scomparsi.

Cosa è successo al mondo venatorio illegale italiano? Sono diventati improvvisamente tutti rispettosi della legge? Non si spara più di notte nel litore domizio (un intervento, condotto nei giorni scorsi dall’Arma dei Carabinieri), come nelle saline Margherita di Savoia? E che dire degli interventi notturni che, più o meno di questi tempi, venivano eseguiti in quel di Toscana in danno ai bracconieri di cinghiali? E i lupi sfigurati nella Provincia di Grosseto? Vi sono state indagini? Chi se ne è occupato tra Polizia Provinciale e Corpo Forestale dello Stato?

Mai come quest’anno, si sono avute  così poche notizie in merito ai bracconieri di implumi. Piccoli uccellini strappati dai nidi e sottoposti al crudele intervento del sessaggio per rifornire di richiami vivi i cacciatori da appostamento. Qualcosa in provincia di Trento, grazie all’intervento della Forestale della Provincia Autonoma, e  nulla più. Sono tutti diventati buoni e rispettosi della legge?

In Italia non c’è più bracconaggio e nessuno ancora se ne è accorto, tranne i cacciatori di frodo.
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