leone Cecil Zimbabwe
GEAPRESS – A volte accadono delle cose nei luoghi e nei tempi meno attesi. Cecil, il leone dello Zimbabwe, ucciso dal dentista statunitense, sta riempendo le pagine dei giornali di tutto il mondo. Mai un cacciatore di grossa fauna esotica è rimbalzato in negativo agli onori della cronaca.

Un leone tranquillo, è stato detto, oltre che di bello aspetto. Lo studio professionale del dentista è ora assediato, mentre del cacciatore con arco e freccia non si è ancora capito bene dove sia andato a finire. Si è giustificato dicendo di aver creduto di uccidere in maniere legale. Il leone, sembra, non è stato da lui attirato fuori dal Parco Nazionale e per questo due soggetti, tra cui un cacciatore professionista, sono finiti nei guai nello Zimbabwe.

Se Cecil, però, fosse stato brutto ed aggressivo? E se Cecil fosse stato allevato (come fanno in Sudafrica) per i cacciatori di mezzo mondo?

Ad essere “cacciato” è ora il dentista americano.

Se riuscirà a dimostrare la sua buonafede, avrà poco di cui preoccuparsi e le manifestazioni di protesta, se non supportate da un progetto a lungo respiro, hanno vita corta. Il dentista tornerà a sparare perchè la legge glielo consente.

La strada da percorrere è ancora lunga ed il povero Cecil è come un frattale. Sapete cosa sono i frattali? Sono figure  caratterizzate dal ripetersi fino all’infinito di uno stesso motivo. Via via più grandi oppure via via più piccole, dipende dalla direzione scelta per guardarle. Il cacciatore americano avrebbe dichiarato di essere in buona fede. In cuor suo, ha sparato senza sapere di compiere un illecito.  Credendo alla sua buonafede, ancor di più Cecil diventa un frattale. Osservando il disegno ripetersi in scala via via ridotta, si arriva alle più piccole attività venatorie nostrane come americane. Accettate queste ultime, la benevolenza verso il cacciatore americano dovrebbe essere la stessa rivolta a chi sbaglia a casa nostra. Anzi, ancor di più, perchè la benevolenza della legge italiana sulla caccia si applica anche a chi ha sparato sapendo di sbagliare. Del resto, un cacciatore italiano per  subìre la sola sospensione della licenza di caccia (salvo superiore intervento della Questura) a seguito dell’uccisione di una specie protetta, deve prima avere completato gli iter giudiziari di due diversi procedimenti, dunque due diverse uccisioni.   A ciò si è aggiunta la legge sull’impunibilità del Governo Renzi, della quale nessuno più parla.

Dunque, va bene Cecil, ma come simbolo utile per la salvaguardia di tutte le componenti di un sistema naturale, per molti Creato, con il quale si deve vivere in armonia. Un sostantivo che difficilmente si abbina al rumore dei fucili, archi, frecce ed altri strumenti che riescono a fare scoccare la morte, pagandola finanche a peso d’oro, dall’altro capo del mondo.

Il cacciatore americano (si vedrà se consapevole oppure no) è accusato di bracconaggio, come altri.

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