botti
GEAPRESS – Sono oltre 850 le amministrazioni cittadine italiane che si sono dotate di una Ordinanza che vieta, nel periodo di Capodanno,  i cosiddetti “botti”. La stima è riportata in una nota dell’OIPA che sottolinEa l’importanza della decizione anche se lontana dal rappresentare una soluzione del problema.

Probabilmente per l’Italia si tratta di un record. Comuni, piccoli e grandi, rappresentano in tal maniera una esigenza della quale il legislatore dovrebbe farsi carico. Un po’ come il continuo affacciare di Ordinanze anti circo con animali (in genere impugnate dalle organizzazioni di categoria) che evidenziano, però, una volontà di fatto ignorata dal Parlamento.

Tra le città che hanno detto no AI BOTTI, vi sono anche quelle dove le esplosioni da campo minato rappresentano una delle caratterisitche (ovviamente negative) del 31 dicembre. Palermo, ad esempio, così come Catania ma anche Torino che per prima ha rappresentanto un “caso” a livello nazionale. In molti si sono chiesti cosa ha disposto la “regina” dei botti, tristemente affiorante agli onori della cronaca fin dai primi minuti del nuovo anno con un lungo elenco di feriti e filmati di corse di ambulanze per il Pronto Soccorso.

Napoli, che fa?

A pensare agli animali, è stato il Garante dei Diritti Animali che aveva chiesto all’Amministrazione cittadina un provvedimento efficace ad impedire i danni provocati dai botti, siano essi illegali che no. Stante quanto reso noto dallo stesso Garante, una risposta verbale sarebbe arrivata: niente Ordinanza perchè farla rispettare, nella notte di Capodanno, sarebbe stato impossibile.

Il Comune, nella figura del Vicesindaco e dello stesso Garante, hanno così pubblicato  una LETTERA che invita a non usarli. Il Comune ha inoltre realizzato uno spot, ma dell’Ordinanza, in effetti, non vi è traccia. Chi ha ragione?

Per chi ha dimestichezza soprattutto con certe realtà urbane, è consapevole che il controllo dei botti, specie nelle ore immediatamente a ridosso della mezzanotte, è praticamente impossibile. Botti assordanti ed altre inutili manifestazioni della nostra pochezza, salutano (chissà perchè) il vecchio anno accogliendo il nuovo a volte con una corsa in ospedale.

Difese minime, per anziani come per altre persone che necessiterebbero di tranquillità. Ancor meno difesi gli animali, siano essi d’affezione che selvatici. Il “botto” può comunque rappresentare un trauma che andrebbe punito. L’Ordinanza, certo, non è la soluzione del problema, così come sottolineato dall’OIPA, ma va fatta perchè rappresenta il primo gradino di quella scala di valori che una comunità locale vuole far diventare regola. E’ la base sulla quale edificare un provvedimento di natura legislativa (sempre supponendo una sensibilità dei più alti livelli) per il quale potrebbero impegnarsi i rappresentanti politici locali. Una mozione del Consiglio Comunale, indirizzata ai nostri rappresentanti in Parlamento, come un presa di posizione di Deputati e Senatori napoletani (ad esempio ..) in favore di un provvedimento di legge.

Se già una Ordinanza può far poco, non crediamo che una lettera rappresenti una mossa giusta.

(nella foto un sequestro di cosiddette “cipolle” operato dalla Guardia di Finanza in Campania)

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