cucciolo forestale
GEAPRESS – La strada sembra ormai confermata a seguito dei recenti autorevoli interventi sull’incorporamento del Corpo Forestale dello Stato in altra forza di polizia e quanto stabilito in sede di Commissione Affari Istituzionali per la Polizia Provinciale (niente incorporamenti).

Sulla Forestale ha pesato addirittura Renzi, seguito poco dopo dal Ministro Madia. La Forestale andrà nella Polizia di Stato e la platea scelta per l’importante conferma non è stata quella della Forestale ma della Polizia di Stato. Per i secondi, invece, è intervenuta la Commissione Affari Istituzionali: i Provinciali diventeranno ancora più locali o, come qualcuno ha commentato, Municipali.

Ancora nulla è definitivo ma a breve il tutto dovrebbe in Aula. Quello che però è certo è che a distanza di diversi mesi l’intenzione non solo è confermata ma sta superando tutte le tappe del  percorso.

C’è da sperare che il Corpo Forestale non sarà eccessivamente diluito tra i Poliziotti dello Stato e che la Polizia Provinciale non verrà mandata a dirigere il traffico. In altri termini c’è da sperare che la Forestale non diventerà “ordine pubblico” e la Polizia Provinciale non sarà solo Vigile Urbano.  Processi, a dire il vero, già in parte in atto, con la Forestale mandata in strada nel corso di eventi papalini e la Provinciale che da qualche parte, già da tempo, si occupa del traffico.

Senza nulla togliere all’ordine pubblico e al controllo del traffico, non si è ancora capito, però, chi dovrà specificatamente occuparsi di protezione ambientale e  maltrattamento di animali. Questi compiti, per legge, sono affidati proprio ai due Corpi che dovrebbero estinguersi (almeno nella loro denominazione). Non una parola è stata finora riferita sui compiti e pertanto ogni preoccupazione è più che lecita.

Di certo una parte della Polizia di Stato (supposto l’avvenuto incorporamento della Forestale) dovrà occuparsi della normativa Cites. Ogni Paese che ha aderito alla Convenzione di Washington, deve avere un corpo di polizia che si occupa della normativa. Pertanto, fosse solo per l’obbligo internazionale, almeno una funzione dovrebbe essere garantita. Il passaggio, pur comprendendo gli orgogli di appartenenza, non è detto che sia necessiaramente negativo. Potrebbero aprirsi nuove strade, sia in termini di indagini che di veicolazione delle informazioni. Ad un obbligo internazionale se ne deve considerare, però, un altro “locale” che riguarda il piccolino NIRDA, ovvero lo speciale Nucleo che tutela gli animali dai maltrattamenti derivato dalla legge 189/04. Vi sono poi Nuclei che non hanno una propria legge, come quello antibracconaggio (NOA) dal Corpo Forestale dello Stato. Saranno tutti egualmene considerati dalla Polizia di Stato?

Certo, volendo provare a speculare sull’idea (che tale rimane in mancanza di apporti concreti) si creerebbero nuovi strani equilibri. Se i Carabinieri e la Guardia di Finanza, come si è detto in questi giorni, andranno a fondersi/incorporare (?) in un unico Corpo di polizia militare, si arricchirebbe una strana divisione storica che ha sempre visto i Carabinieri capillarmente diffusi anche nei piccoli centri abitati e la Polizia di Stato più presente in ambiti prettamente metropolitani. Nel caso  i Carabinieri incorporano la Guardia di Finanza notoriamente più urbana (salvo presidi frontalieri e doganali), mentre la Polizia di Stato si ritroverebbe con un “forestale” apporto. Il mantenimento delle due grandi polizie (croce e delizia, almeno sotto il profilo degli assetti democratici, di una Italia che si stenta a capire) sembra pertanto essere assicurato: una grande polizia civile e una grande polizia militare. Più o meno come ora. Il problema è nei compiti. Dove e come finiranno quelli finora attribuiti alla Forestale e alla Polizia Provinciale (quest’ultima fuori dal discorso delle “due polizie).

Per chi ha un po’ di dimestichezza con i Corpi di Polizia sa benessimo che non occorre rivedere il film con Lino Banfi nel ruolo di Commissario, per capire la rivalità spesso esistente tra Polizia di Stato e Carabinieri. Nessun  mistero nanche per il diverso sguardo che a volte affiora per i cugini più piccoli, o “cugini di campagna” come ci è capitato di sentir dire.

Vi è poi la strana situazione dei Corpi Forestali delle Regioni Autonome. In un sol colpo il doppio salto: da Forestali Regionali, direttamente a Polizia di Stato. Per la Polizia Provinciale, adesso in stand-by con i compiti delle Province assunte dalle Regioni, ogni ipotesi è ancora più azzardata.

C’è da sperare che lo spazio che verrà dato alle funzioni non sarà proporzionato al peso dei reati. Nel malaugurato caso ci troveremo innanzi ad una scaletta che dall’alto di pochissimi gradini, andrà a toccare velocemente il bassp.

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