ippopotamo
GEAPRESS – Fine 2013 ed inizio 2014. Non vi è molto da ricordare sul tema dei diritti degli animali, salvo che  gongolarsi su delle vittorie che portano però a finali delusioni. Le brutte notizie non portano consenso, men che meno nell’era della panna montata che rischia di finire, però, tre le fiamme del dissenso senza testa.

Il recepimento italiano della Direttiva europea cosiddetta “vivisezione” del settembre 2010, viene ora giudicato penoso. Ed allora? Dove è la novità? Qualcuno credeva che potesse andare in maniera diversa con alle spalle una Direttiva disastrosa e quel memorabile “buon punto di partenza” sottolineato allora dalla lobby animalista a Bruxelles? Se quello era un buon punto di partenza, come credevate potesse andare il recepimento italiano quando l’allora Governo Berlusconi non ha avanzato proposte restrittive nei tempi previsti dalla Direttiva stessa (novembre 2010)? Le elezioni si avvicinano e può darsi che a cavalcare ora l’onda della protesta equivalga a prolungare quella degli inneggianti quanto improbabili successi.

Cosa dobbiamo prendere del 2013? Qualcosa c’è, ma va analizzata, senza spot.

Senza che nessuno ne abbia parlato, lo scorso agosto è stata modificata la legge sulla caccia. Contrariamente a quanto apparso in entusiasti articoli di numerosi giornali non è vero che sono state abolite le “deroghe”, ovvero le forme di caccia che in Italia si praticano contro specie protette e particolarmente protette. Una informazione che beve e subito espelle un cibo adulterato, ha  interpretato in tal maniera una realtà molto amara.  Ad essere cancellata, infatti, è stata la procedura di infrazione che l’Europa aveva avviato contro l’Italia a seguito delle bravate delle regioni filovenatorie. Niente multe per colpa dei cacciatori, insomma. La caccia in Deroga, invece, rimane e a deciderla saranno in sostanza gli Assessori al ramo delle Regioni.

Eppure in quella legge qualcosa di positivo c’è. Si tratta dell’obbligo imposto alla Regioni di emanare le deroghe con atto amministrativo. Proviamo a chiuderla qui, senza chiederci cosa questo significhi. Un argomento complesso. Niente, rispetto al potenziale mediatico dei cagnolini di Green Hill passati nella mani dell’ex Presidente del Senato come di un ex Sottosegretario alla Salute, nuovo pupillo dei palcoscenici animalisti che però, poche settimane dopo, venne a dirci che la vivisezione in Italia era vietata da trenta anni.

Atto amministrativo significa che la Deroga è immediatamente impugnabile al TAR. Le Regioni, non a caso, fino ad ora le hanno emanate per legge, giocando così sui lunghissimi tempi del ricorso che di fatto consentiva ai cacciatori di avere franca la stagione di caccia in deroga. Nessuno, per fortuna, si è preso il merito di tale decisione dovuta ad una Sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito il vizio di chi ricorreva alla legge-truffa. Certo, bisognerà ora vedere come il TAR giudicherà alla luce del nuovo iter che di fatto cede alle Regioni il potere. Un merito, però, c’è. E’ quello di chi in questi anni ha continuato a martellare con i ricorsi avverso alle decisioni di Liguria, Toscana, Lombardia e Veneto, ovvero le principali regioni imputate. Un po’ la stessa “tecnica” di chi quest’anno, in Liguria, è riuscito a sospendere la caccia per ben tre volte in poche settimane, giocando solo con la forza del Diritto, senza slogan e passerelle.

C’è poi la legge cuccioli, la quale ha in effetti qualcosa in comune con il mese di dicembre ma del 2010, quando cioè è stata approvata. Doveva impedire, negli spot di allora, il traffico dei cuccioli dall’est europa. Passate le decorazioni natalizie, però, ci si accorse che non serviva affatto. I trafficanti sono conosciutissimi e continuano a fare, nonostante i sequestri, quello che hanno sempre fatto: il traffico di cuccioli dall’est. Le legge, infatti, serve a ben poco. Pene risibili per introiti da milioni di euro. Nessuna privazione della libertà, per chi colto con le mani nel sacco, ovvero in flagranza. Eppure, anche qui,  un merito, c’è. La legge, infatti, fornisce una nuova possibilità di sequestro.   E’ grazie a questo che sta veramente venendo a galla l’entità del fenomeno. Interventi della Forestale, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza ed in alcuni casi delle Polizie Provinciali oltre che delle Guardie volontarie delle associazioni e, tra queste, quelle condotte assieme alla troupe di Striscia la Notizia da Antonio Colonna, esperto dell’EITAL.  C’è chi ha titolato “l’inchiesta spettacolo”. Purtroppo, però, i cuccioli filmati non erano una finzione.

Per migliorare, occorrono vere sentinelle che, per quanto riguarda le componenti animaliste, necessitano di una formazione sul campo. Chi rappresenta, ad esempio, l’On.le Zanoni al Parlamento europeo se non l’esperienza di migliaia di volontari che in ogni angolo d’Italia hanno fin dall’inizio creduto in un cambiamento reale? Zanoni è sempre stato così. Dal banchetto di sensibilizzazione nella città natia, fino ai banchi del Parlamento Europeo.

In Inghilterra una vecchia battaglia animalista ha riguardato il circo senza animali. Investigazioni, denunce, primi appoggi dei parlamentari. Il Governo, infine, ha iniziato a vacillare proponendo di tutto alle associazioni proponenti, che però hanno in solido continuato a dire no. Niente compromessi sui regolamenti. Niente compromessi sulle ipotesi di ispezioni congiunte. Niente che non fosse il divieto. Non una richiesta in maniera astratta, come presentare, ad esempio, una proposta di legge utile magari ad appoggiare una campagna animalista, ma che mai si muoverà dai cassetti parlamentari. In Inghilterra hanno ottenuto una mozione del Parlamento. Un atto che, in quel paese, è vincolante. Niente a che fare, cioè, con la recente polemica sulla vivisezione italiana . Il Governo inglese si è realmente trovato in difficoltà, nonostante le pressioni circensi.

Anche in questo caso il Governo inglese ha continuato a tentare, ma le associazioni proponenti hanno continuato a dire NO. Una prova di forza, realmente posseduta. Infine il Governo parrebbe avere ceduto. Provvederà, ma nei circhi rimarranno gli animali domestici. Le associazioni continuano a non essere d’accordo ma nel frattempo, leoni, tigri, elefanti, orsi, scimmie foche, giraffe, rinoceronti, ippopotami ed altri animali usciranno dai serragli circensi.

Dovrà essere così anche per STOP VIVISECTION, quasi una nascita imprevista. Anzi, come ebbe recentemente a rivendicare l’Europarlamentare Sonia Alfano, una sua idea. STOP VIVISECTION nasce dopo i disastri dell’otto settembre 2010 e la Direttiva vivisezione. Con STOP VIVISECTION, l’Italia ha risposto come primo paese UE per numero di firmatari. L’On.le Alfano criticò aspramente la Direttiva, svelando quella che ella stessa ritenne un provvedimento sostanzialmente abbandonato ed un Parlamento con colonnelli e soldatini. Sono le lobbies, che non mollano la presa dettata per motivi forse criticabili ma che sarebbe fuorviante giudicare solo in termini  di corruzioni, mazzette e favoritismi. Di certo non mollano un loro principio. Per salvare la salute (dicono loro) o il guadagno (dicono gli animalisti).

Cosa è penoso allora? Il contenuto della Direttiva e suo recepimento, senz’altro. Ma di chi è la colpa? Solo un rapporto di forze impari? Fermiamoci un attimo e pensiamoci, forse si potrebbero giudicare con occhi diversi gli scoppiettanti successi che si consumano, poi, in cinque minuti come un cartone di pop corn.

La Redazione

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