14 agosto 1991, 19 anni fa, veniva promulgata la Legge Quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, la 281.
Una buona legge, non proprio quella che volevamo, ma per i tempi innovativa, avanzata nei contenuti e con un principio ispiratore di ampio respiro “lo Stato promuove la corretta convivenza tra uomo ed altri animali”.

Grazie ad Anna Maria Procacci, prima firmataria della attuale legge, ma grazie anche a Gianni Tamino,  si concretizzava un sogno di noi animalisti, dichiarare cani e gatti animali di affezione, salvarli dalla morte certa nei canili e continuare la battaglia per la liberazione di tutti gli animali, di tutti gli esseri viventi.

Ma le Leggi Quadro hanno un loro problemino, più che problemino si potrebbe definire un vero e proprio handicap: sono emendate e rilegiferate dalle Regioni!
E come si sa, nelle Regioni le lobby degli affaristi del randagismo, come quelle dei cacciatori, sono potenti e il principio ispiratore della legge, sebbene pedissequamente ripetuto in ogni legge regionale, è andato perduto.

Tutte le leggi regionali dichiarano di voler promuovere la corretta convivenza tra uomo ed altro animale, cosi come dichiarano, per la caccia, che la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato. Ma nei fatti le leggi sul randagismo sono più o meno regolamenti di polizia veterinaria punitivi solo per i randagi ed i calendari venatori aprono, con largo anticipo sui dettami di legge, lo sterminio della fauna selvatica.

Proviamo a fare un passo avanti?
Proviamo a spostare il randagismo da un fenomeno di “sanità veterinaria” a fenomeno culturale e civile?
E’ possibile legiferare una norma nazionale “culturale” non emendabile dalle Regioni, insomma avere una Legge nazionale?
Si potrebbe frazionare la normativa, una parte (piccolissima parte) di competenza regionale ed il resto di competenza nazionale.  L’escamotage di qualità? Passare il tutto alla CULTURA.

Elisa D’Alessio
Presidente associazione GeaPress

English version:

Not abiding the law for 19 years!

14th August 1991, 19 years ago, it were promulgate the Framework Law about pet animals and prevention of stray, the Law 281.
A good law, not exactly what we want, but at the time full of innovation, advanced by content and with an innovated way of thinking “The State promotes the correct cohabitation between human and animals”.

Thanks to Anna Maria Procacci, first petitioner of the current law, but thanks to Gianni Tamino too, became reality the dream of us, animal lovers, to declare dogs and cats pet animal, save them from the death in kennels and continue the fight for liberation of all animals, of all creatures.

But Framework Law have a problem, we can talk about handicap, not just problem: they are amended and legislated again from the authority of each country!
And how we know, in this field the importance given to the law is often passed by the power and the money, although we tried to always repeat in each law.

All the regional laws declare to promote the correct cohabitation between human and other animal, they declare, for hunt, that animals are unavailable heritage of State, too.
Concretely laws of stray are regulations operated by veterinary police and they punish just stray dogs, while hunting calendar, opened a lot of time before what the law says, start killing wildlife.

Can we try to go ahead?
Can we try to transform the stray from a phenomenon of “health veterinary” into a phenomenon of culture and civilization?
It could be possible to have a law not amended only by regional authority, but have a national law?

It could be possible to split the law, a part (a very little part) of regional competence and the rest of national competence. The retraction of quality? Give the all of this to the CULTURE.

Elisa D’Alessio

President GeaPress association