GEAPRESS – Si sono concluse ieri nel tardo pomeriggio, le operazioni di recupero delle pecore rinvenute morte nel torrente Capriggine, vicino Volterra (PI). In tutto 37 animali tutti privati delle orecchie, ha precisato a GeaPress il Vice Questore Luigi Fezza Dirigente del Commissariato di Pontedera, che sta coordinando le indagini congiuntamente al Commissariato di Volterra. Il taglio si giustifica con l’intenzione di far scomparire ogni traccia delle marche auricolari, che avrebbero potuto far risalire all’allevamento dove potrebbero essere state uccise. Sul posto anche il personale dell’ AUSL ed i Vigili del Fuoco delle Saline di Volterra, che sono intervenuti con un natante per provvedere al recupero. Operazioni difficili soprattutto per la fitta vegetazione che ricopre le sponde dove sono andati ad arenarsi gli animali morti.

Di sicuro dove è avvenuto il ritrovamento non è un posto dove ci si arriva per caso, commentano alla Polizia di Stato, un fatto questo che restringerebbe le ricerche su quelle fattorie che insistono nei luoghi tra cui una già oggetto, una decina di giorni addietro, di altro intervento della Polizia. In quel caso erano accorsi per un litigio tra padre e figlio. Gli Agenti si ritrovarono nel bel mezzo di un macello con annessa fossa comune stracolma di resti di animali morti. In tutto due allevamenti intestati alla stessa persona. Per il proprietario la contestazione del reato di cui all’ articolo 444 C.P., ovvero commercio di sostanze alimentari nocive. La Polizia trovò due grosse celle frigorifere piene di carne imbustata in maniera dozzinale. Nussuna documentazione circa la provenienza degli animali.

Le indagini sono ancora in corso, anche per accertare a chi fosse destinata tutta quella carne. A tale proposito, però, si rimane un pò perplessi nel constatare come situazioni così macroscopiche possano sfuggire alle autorità sanitare preposte, visto che alla Polizia è bastato un semplice intervento conseguente ad un banale litigio per accorgersi di quanto accadeva nei luoghi. Era addirittura affisso un cartello che pubblicizzava la vendita di carne fresca. Forse era meglio, una volta scoperto il posto, che le stesse autorità sanitarie disponessero quanto necessario a far scattare il sequestro.

Di fatto, una decina di giorni dopo il primo tremendo ritrovamento, proprio il torrente Capriggine ha restituito ben 37 pecore morte. Come non pensare che forse non si tratta di una coincidenza?

Un’ abitudine, quella di sbarazzarsi di animali irregolari, diffusa in più parti. E’ proprio di questi giorni un altro ritrovamento. Vicino al fiume Secchia, nel Comune di Carpineti (RE) le Guardie ecologiche di Legambiente hanno rinvenuto nella boscaglia di Velucciana due vitelli morti di appena pochi giorni. In questo caso i poveri animali erano stati gettati nei pressi di alcuni cassonetti. Gli animali erano stati gettati in quella che appariva come una vera e propria discarica abusiva, una delle tante comunicate ogni mese dalle Guardie.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).