GEAPRESS – Circa 200.000 i cavalli che annualmente verranno macellati negli Stati Uniti. Il tutto sarà reso possibile grazie ad un provvedimento firmato dal Presidente Barack Obama più o meno contemporaneamente a quando, di fronte alla stampa di tutto il mondo, graziava un tacchino, protagonista, suo malgrado, del noto piatto nazionale americano.

La questione in realtà è un poco più complessa. Negli Stati Uniti, infatti, non erano stati più concessi i finanziamenti destinati alle ispezioni sanitarie sui cavalli da macello. Una votazione bipartisan in entrambe le Camere del Parlamento statunitense, ha ora ripristinato lo stanziamento in favore del Dipartimento dell’Agricoltura. Rimangono, però, le già esistenti restrizioni per lo Stato della California, mentre del tutto messa in secondo piano è l’opinione dei quasi tre quinti degli americani, che si sono dichiarati favorevoli a bandire il cavallo dall’alimentazione umana.

Ad ogni modo in Italia, meglio che non mettiamo … zoccolo sulla questione. La possibilità che il cavallo possa divenire animale d’affezione, salvandolo pertanto dal macello, venne prevista in una proposta di legge che, proclami e raccolte fondi a parte, rimase sempre piantata nella stazione di partenza. Ovvero in un cassetto di Commissione parlamentare. La questione, poi, venne dirottata sulla proposta di legge randagismo, ovvero le “”Nuove norme in materia di animali d’affezione e di prevenzione del randagismo e tutela dell’incolumità pubblica“.

Nonostante qualche cocciutaggine anche in casa animalista che vuole continuare a considerare il cavallo come già inserito tra quelli d’affezione, il testo (molto utile ai commercianti) blinda il concetto solo ai cani e ai gatti. Anzi, un emendamento, approvato in Commissione Affari sociali della Camera lo scorso ottobre, elimina ogni dubbio sconcertando ancor di più sulla stessa tipologia di cani e gatti da considerarsi come d’affezione. Se nel precedente testo, infatti, venivano ritenuti tali i cani ed i gatti già posseduti oppure da destinarsi all’affezione dell’uomo, la nuova variante già approvata, ha eliminato l’ultimo concetto. Commercianti tranquilli, dunque, dal momento in cui la nuova proposta in silenzioso, per non dire occultato, iter parlamentare, così recita: “animale d’affezione: cani o gatti, tenuti dall’uomo, per compagnia o affezione, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo“. Del povero cavallo, invece, non vi è alcuna traccia, ma lui, l’equide tanto amato, non è mai stato considerato da questa proposta.

Cos’è allora in Italia, e in Europa, il cavallo? E’, ufficialmente, un DPA, ovvero Produttore di Alimento. Punto e basta. Ed appena si è paventata la possibilità di prevedere alla nascita un cavallo che non serva, almeno potenzialmente, ad essere divorato dall’uomo, sono sorti i malumori anche in ambito veterinario.

Dunque, in America, per motivi di finanza pubblica, e in Italia, per motivi di fame pubblica, il cavallo rimarrà un produttore di alimento. 

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