GEAPRESS – Si tratta, probabilmente, della più grossa operazione di controllo degli allevamenti di galline ovaiole svolta dai Carabinieri del NAS. Un’ intervento che ha interessato 13 allevamenti, di diversa tipologia, situati nelle regioni del centro e del nord, dal Lazio alla Lombardia. L’obiettivo era quello di controllare il benessere degli animali unitamente a garantire la sicurezza dei consumatori e il rispetto delle normative nazionali ed europee relative al settore avicolo.

La vasta attività di controllo ha portato alla luce numerose carenze nella conduzione degli allevamenti avicoli, che determinavano in molti casi il maltrattamento degli animali coinvolti e, dal conseguente stato di malessere, la mancata sicurezza delle uova prodotte.

In totale sono 1.100.000 le galline detenute in condizioni di sovraffollamento all’interno delle gabbie di batteria.

In particolare, in due allevamenti sono state riscontrate le violazioni più gravi. Qui il sovraffollamento per singola gabbia arrivava quasi al 50% in più. A fronte di un’autorizzazione per la detenzione di 650.000 animali, infatti, ne risultavano presenti 300.000 in più. Le galline stabulavano in una situazione di grave sofferenza: nessuna possibilità di movimento, schiacciate le une sulle altre, impedito persino l’accesso ad acqua e cibo, le deiezioni delle galline delle gabbie superiori finivano direttamente in quelle inferiori con grave compromissione dello stato igienico-sanitario dell’allevamento. Inoltre comportamenti violenti tra gli stessi pennuti.

I militari del NAS hanno anche accertato la presenza di animali morti, detenzione di farmaci veterinari in luoghi non autorizzati, una scarsa ventilazione ed un’illuminazione talmente insufficiente da far ricorrere il personale operante all’uso di torce.

I Carabinieri del Reparto Analisi del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS), comandati dal Capitano Francesco Saggio, hanno raccolto i dati e, supportati dai veterinari delle competenti ASL, hanno contestato il reato di maltrattamento di animali (art. 544-ter C.P.) ed operato il sequestro penale delle strutture interessate e degli animali, richiedendo contestualmente il ripristino delle condizioni di regolare stabulazione degli animali.

In altri allevamenti, invece, le situazioni di sovrappopolamento rilevate hanno portato a contestazioni di tipo amministrativo con il sequestro di ulteriori 110.000 galline e oltre 30.000 uova detenute in carente stato igienico-sanitario, nonché prive di documentazione attestante la provenienza.

I Carabinieri, hanno sottolineato come le condizioni igieniche ed ambientali di stress fisico in cui versano gli animali, minandone il generale benessere, richiedono un uso intensivo di farmaci antibiotici. Tali trattamenti presentano il rischio di determinare cessione di sostanze farmacologiche direttamente nelle uova e in chi, alla fine,  le consuma. Questo può intensificare nell’uomo forme di antibiotico-resistenza da parte di microorganismi causa di malattie umane. La resistenza agli antibiotici, ovvero la loro inefficacia terapeutica, può essere sviluppata anche tramite il consumo alimentare di carne, pesce, latte e uova.

Dal 1° gennaio 2012 dovrebbe entrare in vigore il bando europeo relativo all’allevamento di galline ovaiole in gabbie di batteria. Stante quanto scoperto oggi dai NAS, appare evidente che le strutture italiane sono ancora molto distanti dall’adeguamento previsto. Fatto questo che fa temere sull’effettivo rispetto della data fissata per il bando. Questo, nonostante, l’europarlamento abbia indicato alla Commissione come tale data debba intendersi inderogabile (vedi articolo GeaPress).

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