GEAPRESS – Un campo degli orrori con annessa stalla, anch’essa piena di animali morti. I Forestali del Comando Stazione di Loro Ciuffenna (AR) si sono trovati infatti a camminare su un vero e proprio tappeto di ossa e resti di animali morti, ammassati sul retro della stalla. All’interno di quest’ultima, invece, ben 16 tra capre e pecore. Tutte morte ed in periodi diversi. I corpi erano semplicemente stati abbandonati a se stessi.

Il personale della Stazione di Loro Ciuffenna era intento in un normale servizio di controllo del territorio quando, in un casolare tre le strade provinciali “setteponti” e “delle cave”, non hanno potuto fare a meno di notare il forte odore nauseabondo che permeava l’aria. La stalla risultava appartenere ad un allevatore quarantasettenne di Terranuova Bracciolini il quale veniva denunciato a piede libero per maltrattamento di animali con l’aggravante di averne causato la morte. La legge contro i maltrattamenti di animali, infatti, non prevede neanche in casi così gravi nè il fermo di polizia nè, ancor meno, l’arresto in flagranza.

La situazione di grave abbandono nella quale erano stati lasciati gli animali, si evidenziava anche da altri raccapriccianti particolari. Nel campo antistante la baracca, erano infatti tenuti tra vitelli visibilmente smagriti. Uno di loro risultava legato per le corna ad un pezzo di inferriata che si era a sua volta incastrata nella recinzione. Non solo. Venivano altresì rinvenuti i corpi di due bovini, uno dei quali carbonizzato. L’esame compiuto dalla Forestale permetteva di accertare che l’animale era stato legato fino alla sua morte avvenuta per fame e sete. Solo successivamente l’allevatore tentava di smaltire, comunque illegalmente, la carcassa, dandola alle fiamme.

Non è ancora possibile sapere il perché di tale abbandono. Una situazione non molto diversa, in fin dei conti, dal giardino degli orrori (vedi articolo GeaPress) rinvenuto dal Corpo Forestale di Brescia nella casa di un allevatore abusivo di uccellini per la caccia la capanno. In quel periodo gli animali non avevano mercato e li lasciò morire in gabbia. Una situazione analoga venne scoperta dalle Guardie dell’ANPANA e dai Carabinieri del NAS di Cuneo (vedi articolo GeaPress) in una stalla della provincia. All’allevatore i capi servivano solo a percepire i contributi. Legate ad un profondo malessere sociale, erano invece le cause di un’altra stalla degli orrori scoperta dalla Forestale e Mondovì, sempre in provincia di Cuneo (vedi articolo GeaPress) mentre la semplice ignoranza (dava da mangiare ai bovini pane duro) era la causa di un altro tremendo allevamento nel bresciano (vedi articolo GeaPress). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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