GEAPRESS – Nei controlli disposti nei paesi UE a seguito del noto scandalo della carne di cavallo nei prodotti che dovrebbero contenere solo carne bovina, c’è anche la ricerca di eventuali residui di fenilbutazione. Il tutto avverrà negli stabilimenti di lavorazione di carne cruda di cavallo e riguarderà anche i prodotti importati. La nota, passata pressoché inosservata, è contenuta nel comunicato rilasciato ieri sera dal Commissario europeo per la Salute dei Consumatori Tonio Borg.

Un problema che nel complesso appare finora relegato, ha riferito il Commissario, alla sola possibile frode. Si tratta della mancata etichettatura relativa alla presenza di carne di cavallo in prodotti di carne bovina. Non ci sono allo stato motivi di allarme per la salute dei consumatori.

Il fenilbutazione, però, è un noto farmaco anti-infiammatorio, più volte apparso agli onori della cronaca nei casi di doping dei cavalli. Nelle scorse ore l’associazione Save The Dogs and Other animals (vedi articolo GeaPress ), aveva paventato con un suo comunicato il rischio che nello scandalo potessero essere finiti anche cavalli da corsa. In particolare, riferiva il comunicato di Save The Dogs “il timore è che dietro a questa frode commerciale di proporzioni enormi si possa nascondere anche un danno per la salute dei consumatori, qualora la carne equina contenga fenilbutazone, un potente antinfiammatorio utilizzato per i cavalli da corsa“.

La ricerca del fenilbutazione, ha comunicato il Commissario Tonio Borg, costituisce uno dei due fronti del piano di controllo messo in atto per scongiurare ogni ipotesi di pericolo per la salute pubblica. Una misura, comunque, di sola natura preventiva visto che ad oggi il problema, stante il sistema di sicurezza europeo, riguarda l’etichettatura ingannevole. E’ questo il primo punto del piano di controllo.

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