GEAPRESS – Dodici giorni sotto la tormenta. Isolati. Tra i fiumi e le valli di Bellagra e Rocca Santo Stefano. Ad un ora da Roma, ma sommersi dalla neve. Valle Vegan, luogo di natura e di libertà, ispirata all’antispecismo e alla liberazione animale, ma anche luogo di riscatto dai precedenti usi. Ovvero allevamento, caccia e macellazione. Un luogo d’incanto che diventa realtà.

Poi la tormenta ha sopito tutto. Momenti belli, nonostante ciò, ma anche apprensioni. Specie per i tanti abitanti, pennuti e pelosi, che per lunghi giorni hanno vissuto in beata tranquillità, ignari delle preoccupazioni dei tre attivisti rimasti a lume di candela.

Lunghissime camminate tra la neve e poi, quando la macchina dei soccorsi finalmente si è messa in moto, l’arrivo dell’elicottero del Corpo Forestale dello Stato. Cibo per tutti. Animali umani e non. Quanto è bastato per arrivare fino a tre giorni addietro, quando finalmente a Valle Vegan è arrivata la corrente elettrica. Sei chilometri di strada che separano dal paese più vicino. Due di questi, ancora oggi, bloccati dalla neve.

Ma come hanno vissuto per dodici giorni tre persone, 11 maiali, 10 capre, varie pecore, cani, conigli, oche ed altri scampati dai maltrattamenti dell’uomo?

Noi molto bene, con momenti anche belli attorno al fuoco con una tisana calda – riferisce a GeaPress Piero Liberati di Valle Vegan – Poi, dopo qualche giorno, è arrivato un elicottero. A bordo c’era un equipaggio interforze. Forestali, carabinieri e poliziotti. La sorpresa più grande è stata quando abbiamo visto scritto negli scatoli “cibo vegan”. Ci hanno poi detto che a sottolinearlo erano stati gli abitanti dei paesi attorno. Si erano preoccupati per noi e si sono anche preoccupati di sottolineare che siamo tutti vegani“.

Poi un successivo passaggio. Un secondo elicottero con a bordo sempre un equipaggio interforze. Questa volta il cibo era veramente per tutti. Fieno, granaglie, crocchette per cani.

In realtà non eravamo molto preoccupati per noi – spiega Piero Liberati – anche se ci ha fatto molto piacere sapere che le persone, in quei giorni di totale isolamento, si erano interessate. Per lo stile di vita che abbiamo scelto siamo autosufficienti, ma per tutti gli altri che vivono a Valle Vegan le cose sono diverse. E’ crollato il tetto del recinto di due galli e dei conigli. Per i cani, le capre, gli stessi maiali abbiamo dovuto faticare non poco, ma l’elicottero ha poi rimesso tutto a posto “.

Prima, però, sei chilometri a piedi sotto la tormenta. Poche persone, ognuna con in spalla 25 chili di cibo. Strada sommersa da un metro e mezzo di neve e visibilità molto ridotta. Non sono mancati momenti di apprensione, come le cadute anche rovinose. Almeno per ora, però, la strada è tornata in parte praticabile.

Nel sito web di Valle Vegan, una traccia di quanto successo. La cena benefit, è rinviata “causa maltempo”. Valle Vegan è però aperta, ancor di più adesso, per chi volesse dare una mano. Nei prossimi giorni ci sarà parecchio da fare anche se già qualcosa, nei momenti di intenso freddo, è stata costruita. Casette. Ma proprio tante casette. Per i pettirossi (c’era pure un giovane, ci spiega Piero) cinciarelle, merli, cornacchie, scriccioli, e poi il codirosso (spazzacamino, sottolinea sempre Piero), la ballerina bianca e altri passeriformi arrivati all’improvviso in cerca di un ricovero.

Valle Vegan, dagli abitanti del posto, è ben voluta. Siamo certi che due chilometri di strada da percorrere a piedi, per chi vorrà rimboccarsi le maniche e andare a dare una mano, non saranno un impedimento. Pettirossi, pecore, cinciarelle, galline e Bastian (il maiale un po’ raccomandato, fatto entrare in casa), ringraziano anticipatamente.

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