GEAPRESS – Vi è un aspetto inedito dietro la maxi operazione denominata Bird Pharm, presentata ieri dal Corpo Forestale dello Stato a Reggio Emilia, che ha portato alla luce un vasto traffico di medicinali, in buona parte ad uso veterinario, importati illegalmente o comunque tramite soggetti compiacenti che ne consentivano la movimentazione.

Il tutto è partito nell’ambito di normali controlli presso alcuni negozi attinenti ad animali ed in modo particolare presso un centro commerciale in provincia di Reggio Emilia, specializzato nella vendita per allevatori di uccelli a scopo amatoriale. E’ qui che sono state rinvenute le confezioni di farmaci vietate ed utilizzate, sebbene non esclusivamente, per i colombi viaggiatori. Un mercato florido, secondo gli inquirenti, che frutta per un colombo provvisto della cosiddetta “copertura genetica” cifre variabili da diecimila e ventimila euro e non solo. Ancora si ricorda, proprio a Reggio Emilia, la coppia di colombi viaggiatori venduta tempo addietro ad un allevatore giapponese per ben 225.000 euro.

Proprio dal centro commerciale le indagini della Forestale, partite dai Nuclei NIPAF di Reggio Emilia e Piacenza, si sono allargate coprendo una rete capillarmente diffusa sul territorio nazionale che faceva capo ad un grossista di medicinali con sede in Lombardia e con vendita diretta specie a Mantova, nel reggiano e nel parmense. Il settore interessato, però, non era più solo quello degli uccelli amatoriali ma bensì quello delle produzioni animali per l’alimentazione umana e relative ad allevamenti di bovini, suini e avicoli.

Centomila confezioni di farmaci veterinari, ma anche ad uso umano, per un valore prossimo ai due milioni di euro. Farmaci che si sarebbero potuti vendere solo dietro prescrizione medica o, come nel caso di quelli provenienti dall’estero, assolutamente vietati perché privi di autorizzazione.

In tutto 71 perquisizioni, 8 magazzini abusivi di vendita al dettaglio posti sotto sequestro, 68 indagati a cui sono state notificate le relative informazioni di garanzia (grossisti di farmaci veterinari, titolari di attività commerciali non abilitati alla vendita di medicinali, dipendenti di case farmaceutiche ed allevatori). I reati contestati vanno da commercio e somministrazione di medicinali guasti, somministrazione di farmaci con modalità pericolose per la salute pubblica, esercizio abusivo della professione medico-veterinaria e di farmacista, ricettazione.

Sono 230 gli uomini del Corpo Forestale dello Stato che hanno scoperto un mondo fatto di anabolizzanti, cortisonici, antibiotici ed altre sostanze potenzialmente pericolose sia per il consumo della carne che di altri prodotti animali, come nel caso del latte. Il tutto partito da poco più che una verifica in un grande negozio specializzato nella vendita ad allevatori amatoriali di uccelli.
Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia Dott.ssa Valentina Salvi, potrebbero portare a nuovi sviluppi e ad una nuova rubricazione dei reati finora contestati. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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