GEAPRESS – Confezionata in vaschetta e coperta di sangue come una bistecca del supermercato, poi altre due attiviste vestite da coniglio e beagle a ricordare la sperimentazione animale. Ovviamente non poteva mancare la pelliccia, indossata e grondante sangue, e poi un colorato “felino” in gabbia a simboleggiare lo sfruttamento degli animali nei circhi. Il tutto, ieri, a Pordenone grazie ai volontari dell’Associazione Venus In Fur e AFVG-Animalisti Friuli Venezia Giulia che in tal maniera sono riusciti ad attirare l’attenzione di numerose persone in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti degli Animali.

A consolarci sulla nuova moda della carne biologica (difficilmente ecosostenibile ed egualmente mortale per gli animali-oggetto) le etichette tipo tracciatura da bancone che così specificavano: “UMANO BIO – Buonacarne – Questa varietà di carne biologica contiene pochi grassi per una sana alimentazione. Gli umani sono nutriti con alimenti biologici di qualità”. E poi l’etichetta con il lotto di provenienza: “UMANO DOC. – orig. ITALIA, allevato all’aperto”.

A dare un valore aggiunto a questa manifestazione, del tutto nuova per Pordenone, le installazioni dell’ artista visiva Tiziana Pers: una stampa della serie ‘Amargura’ e delle installazioni appartenenti ai cicli ‘Skin’ e ‘Shine’ . Lavori che affrontano la relazione che intercorre tra l’uomo e l’‘altro’. Scopo di queste opere è il riconoscere la crudeltà nell’indifferenza con la quale siamo abituati a guardare a svariati fenomeni che in qualche modo toccano il nostro quotidiano, dalla macellazione all’ allevamento intensivo, dalle pellicce ai trofei di caccia.

Performances ed istallazioni, l’arte che si fonde con la questione animale: tutti ingredienti che hanno contribuito (questo lo scopo della manifestazione nell’intenzione degli organizzatori) a focalizzare lo sguardo su temi che comunemente si preferisce non affrontare. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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