GEAPRESS – 278 maiali abbattuti in Sardegna per la peste suina africana.
Il focolaio ad Oristano. 250 le porcilaie  della zona, tutte a rischio. In ogni caso per i maiali è sempre e solo morte!
Per i 278 uccisi in questi giorni la sola differenza è che non sanno
mangiati o trasformati in salami/salsicce/mortadelle.

Piuttosto ci sarebbe da preoccuparsi per l’alta densità di allevamenti
nella zona, per il loro affollamento. Solo a Santa Giusta ci sono 10
allevamenti, poi altri 240 sparsi tra i comuni di Arborea, Marrubiu,
Palmas Arborea, Oristano, Solarussa, Simaxis, Villaurbana, Cabras, Siamanna e Siamaggiore.

La ASL ha vietato macellazioni e movimentazioni di capi per un mese.
Gli allevatori prospettavano lauti guadagni, a spese della vita dei
maialini, con le vendite di Ferragosto e, ovviamente, ora cantano
miseria: solito rituale lamentoso del comparto zootecnico.
Ma già sono stanziati 1.250milioni di euro per l’erosione (la chiamano
così!) della peste suina africana.

La peste suina africana (Kenia 1921) fa il suo primo ingresso in
Italia nel 1967. E’ una malattia contagiosa per suini, cinghiali e suidi selvatici.
Le vere  calamità, però, restano l’aberrazione degli allevamenti, il
sovraffollamento, che è la prima causa per la diffusione dei virus, la
prigionia a vita di questi esseri senzienti, la loro macellazione e
soprattutto il gusto quasi cannibalesco di chi li mangia.
 La  carne di maiale è quella che più si avvicina, come consistenza e
gusto, a quella  umana e  quella dei maialini (uccisi a migliaia a
Ferragosto in Sardegna) a quella dei bambini.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).