GEAPRESS – Della cosa GeaPress se ne era già occupata (vedi articolo) quando scoprì che l’ Onorevole Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura a Bruxelles, aveva deciso di aprire un dibattito con le associazioni degli allevatori. Il divieto di allevamento in gabbia per le galline, rischiava forse di slittare ben oltre il 1 gennaio 2012, così come previsto dalla specifica Direttiva. Questo anche perché gli Stati membri nulla hanno fatto per giungere all’adeguamento e poi c’è sempre l’utile spauracchio-ricatto della concorrenza extracomunitaria. E’ questa, in sostanza, la fine della stragrande maggioranza delle tematiche animaliste in Parlamento Europeo. Direttive disastrose, vedi quella sugli allevamenti dei maiali, o per nulla efficaci, come quella sugli zoo. Vi sono poi i ritorni all’inferno, come successo lo scorso settembre in tema di vivisezione. Altre, come quella cosmetici, potrebbero ulteriormente rinviare i tempi di divieto di sperimentare sugli animali, considerato il cosiddetto stato dell’arte, ovvero il risultato dei grami sforzi utili ad incrementare i metodi alternativi.

Ritornando alle ovaiole il Presidente De Castro rispose a GeaPress (vedi articolo) dichiarando sostanzialmente che la sua iniziativa era volta ad una valutazione sui necessari adeguamenti del settore. Sarà, a noi risulta, invece, che le lobby delle gallinelle inscatolate stanno alacremente lavorando per giungere ad un ulteriore rinvio.

Ora, però, alla Commissione Europea giunge l’interrogazione di De Castro. Ovviamente non è sua personale ma a nome della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale che presiede. Purtroppo non ci tranquillizza. Anzi sembra porre le domande esatte, evidentemente formulate anche a seguito dell’incontro con gli allevatori, per farsi rispondere dell’esigenza di un ulteriore rinvio. Egli chiede sostanzialmente lo stato dell’arte dei progressi compiuti dagli Stati ed il tipo di azioni eventualmente da intraprendere contro i produttori inadempienti. Chiede, poi, in che modo le uova eventualmente fuorilegge non verranno immesse nel mercato UE, ed in ultimo, ciliegina sulla torta, quali misure saranno adottate per prevenire la concorrenza sleale di uova extracomunitarie.

Il rischio concreto è che nel dibattito che vi sarà in sessione plenaria al Parlamento Europeo la prossima settimana, la Commissione risponderà come frate Antonio da Scasazza nella trasmissione “Quelli della Notte”. Ovvero sarà più o meno come rispondere al poco amletico dubbio se è meglio avere due belle pensioni oppure solo una e di poco valore.

Evidentemente ci sarà chi risponderà che poco hanno fatto gli Stati membri per fare adeguare gli allevatori, che (se passerà il divieto) gli allevatori avranno dolori (…apriti cielo, poi in periodo di crisi), per non parlare della concorrenza extracomunitaria. Tutto sommato, se così fosse, le risposte percorrerebbero le allucinanti tappe denunciate dall’ On.le Sonia Alfano (IdV) e che hanno portato all’approvazione della notissima (quanto tremenda) direttiva vivisezione dello scorso otto settembre. Ovvero gli Stati non possono adeguarsi (soprattutto quelli di recente ingresso nell’Unione Europea) e le industrie sarebbero allettate dalle migliori condizioni economiche (a discapito del benessere animale) offerti dagli Stati extracomunitari. GeaPress, purtroppo, deve ancora una volta confermare le indiscrezioni pervenute sul già deciso rinvio a data da stabilirsi del divieto di allevamento in gabbia per le galline, che sarebbe dovuto entrare in vigore il primo gennaio 2012. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).