GEAPRESS – Sono ancora vivi i ricordi della incredibile manifestazione di partito svoltasi ad Imer, in provincia di Trento, dove vennero messi in vendita parti di orso proveniente dalla Slovenia. L’evento culinario, con chiari riferimenti alla politica, si concluse, per fortuna, con il sequestro operato dal Corpo Forestale e del NAS dei Carabinieri (vedi articolo GeaPress).

Proprio a Trento, sabato scorso, si è svolta una manifestazione contro le sofferenze degli animali, ed in modo particolare quelli utilizzati per l’alimentazione. Non poteva pertanto mancare il riferimento a chi gli orsi trentini li vuole mandare via, magari su una padella, riuscendo già in alcuni casi a rinchiuderli in quello che i manifestanti hanno definito il lager di Casteller. In quel piccolo recinto, già patisce la sua prigionia l’orsa DJ3.

La manifestazione, organizzata dal Movimento Vegetariano – No alla Caccia, dalla LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia), da Anta Onlus e Etica Animali, ha voluto pertanto porre l’attenzione sulla politica dei facili allarmismi e delle catture ingiustificate. Un simbolo di sopraffazione dell’uomo sulla natura ben rappresentato dalla stessa prigionia dell’orsa DJ3 “colpevole” di avere mangiato degli animali domestici. Un simbolo ancor più evidente, specie se si considerano le misure veramente piccole dove è stata rinchiusa a Casteller.

Secondo Caterina Rosa Marino, Responsabile della LAC di Trento (nella foto di Francesco Mongioì), non ci si rende conto delle differenza tra i pericoli concreti e quelli ipotetici. Fatto questo che ha portato ad esasperare tutti gli aspetti di corretta convivenza con la natura, ivi compresa la presenza dell’orso. 

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