GEAPRESS – Dopo lo Iowa (vedi articolo GeaPress) e la Florida (vedi articolo GeaPress) tocca ora al Minnesota. Anche questo Stato, infatti, sta esaminando una proposta di legge che potrebbe punire duramente chi documenta, senza permesso, le condizioni degli animali in allevamento. Ovvero con telecamere nascoste o, peggio ancora, se si è fatto assumere solo con il non dichiarato scopo di documentare le tristi condizioni di detenzione. La vicenda viene analizzata in un articolo del Miami Herald il quale pone l’accenno non solo sulle aberranti condizioni di detenzioni degli animali, ma anche sui rischi per la salute pubblica (almeno di quella dei non vegetariani).

Il tutto parte dall’influenza che sta avendo lo lobby industriale nel determinare un provvedimento di legge che bandirebbe un tipo di documentazione che fa male, evidentemente, ai propri interessi economici. Il rischio non è solo per i tre stati americani, ma per tutti gli USA. Dal 1950 al 2007 negli Stati Uniti le imprese che allevano polli da carne sono diminuite da un milioneseicentomila ad appena 30.000. Il numero dei polli allevati è però aumentato del 1400%. Stesso discorso per l’industria degli allevamenti intensivi dei maiali. Dal 1992 al 2007 le aziende sono diminuite del 60%, ma il numero dei maiali è aumentato di dieci milioni di unità. 

Gli allevatori, seguendo un percorso comune ad altri paesi (Italia compresa), sono ormai solo affittuari di animali da ingrassare. Diete, tecniche di allevamento, somministrazioni farmaceutiche e la proprietà degli stessi animali sono in mano di una cerchia molto ristretta di iperpotenti gruppi economici. Evidentemente la loro influenza (ora dirottata sulla proposta di legge ammazza verità) è messa in crisi da un animalista con telecamerina. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).